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Opinioni

Dura Lex

Après moi, le déluge?

Che cosa prevedono le leggi di successione in fatto di passaggio generazionale delle collezioni d’arte

Giovanni Paolo Pannini, Galleria di quadri con viste della Roma moderna, 1759, Parigi, Musée du Louvre

Accade prima o poi a ogni collezionista di interrogarsi su quale sia la migliore destinazione da dare alle proprie opere d’arte nel contesto della futura successione. La decisione dipenderà principalmente da due variabili: il numero degli eredi (ciascuno con i suoi gusti, interessi e attitudini) e le caratteristiche della collezione (il numero delle opere d’arte, il valore economico e il rilievo culturale dei singoli lavori e del complesso, la divisibilità in ambiti omogenei ecc.).

La prima alternativa che si pone è quella fra il non fare nulla, lasciando che la collezione cada in successione secondo le regole ordinarie, e il pianificare il passaggio generazionale, dividendo la raccolta fra tutti o alcuni degli eredi o facendo in modo che essa sia valorizzata come insieme senza subire dispersioni, eventualmente anche garantendone la fruizione pubblica in mostre o esposizioni museali permanenti.
Laddove il collezionista nulla preveda, la collezione verrà trasferita agli eredi in comunione ereditaria, per cui ciascuno diverrà titolare di una quota pro indiviso.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Emiliano Rossi, da Il Giornale dell'Arte numero 372, febbraio 2017

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