La Croce della Porta Santa del Vaticano, donna Olimpia Pamphilj e una chiesina dimenticata di Trastevere

Una scoperta a Roma per Francesco Borromini e Giovanni Battista Calandra

L'esterno della chiesa di Santa Maria in Cappella a Trastevere
Arabella Cifani |

Una antichissima chiesina di Trastevere conservava da secoli nelle sue corrose mura un capolavoro proveniente dalla Basilica di San Pietro, con alle spalle una storia tutta da raccontare. Protagonisti della vicenda storica e artistica: Urbano VIII, Innocenzo X, Francesco Borromini, Giovanni Battista Calandra e donna Olimpia Pamphilj. Autori della scoperta: un gruppo di bravissimi studiosi e archivisti legati a vario titolo al Vaticano.

Si tratta in realtà di un ritrovamento che ha avuto molti passaggi e in cui gli studiosi si sono passati il testimone l’uno all’altro nella corsa verso la verità. Tutto parte dal grande Archivio della Fabbrica di San Pietro dove la dottoressa Assunta di Sante (che ne è l’archivista), trovò tre anni or sono un documento che da cui risultava che nel 1625 papa Urbano VIII Barberini aveva affidato i lavori di sistemazione della Porta Santa al giovane Francesco Borromini
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© Riproduzione riservata rancesco Borromini e Giovanni Battista Calandra, Croce  del Giubileo del 1625, Roma, Santa Maria in Cappella La copertina del volume Alessandro Algardi, Ritratto di donna Olimpia Pamphilij
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