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Mostre

Firenze

S.o.s.: arriva Ai Weiwei

Gommoni arancioni a Palazzo Strozzi

Stacked/Impilate, 2012. Biciclette, acciaio, gomma cm 1214,7 x 733,9 x 571. Courtesy l’artista e Galleria Continua, San Gimignano/Beijing/Les Moulins /Habana

Firenze. Palazzo Strozzi ospita, dal 23 settembre al 22 gennaio, «Libero», la prima retrospettiva italiana dell’artista cinese più famoso al mondo: Ai Weiwei. A cura di Antonio Galansino, la mostra raccoglie opere storiche e nuove produzioni, con l’obiettivo di ripercorrere l’intera carriera del cinquantanovenne artista. Nominato nel 2011 «artista più potente al mondo» dalla rivista londinese «ArtReview», Ai Weiwei ha raggiunto negli anni lo status iconico di artista dissidente. Figlio di un ex esiliato politico (il poeta Ai Qing), la sua arte, dallo straordinario impatto mediatico (il suo Twitter conta oltre 300mila follower), si lega indissolubilmente a una feroce denuncia verso il Governo cinese.
Arrestato nel 2011 a Pechino dalla polizia segreta cinese, verrà rilasciato su cauzione 81 giorni dopo e condannato agli arresti domiciliari, riacquisendo completa libertà nel luglio 2015. L’esposizione fiorentina coinvolge l’intero complesso di Palazzo Strozzi: la facciata, il cortile, il piano nobile e la Strozzina. Sulla facciata è allestita una nuova grande installazione (realizzata grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze), composta da 22 gommoni di salvataggio arancioni ancorati alle finestre di Palazzo Strozzi: un tributo ai profughi che ogni giorno tentano di attraversare il Mediterraneo per sbarcare in Europa. «Refraction» (2014) è invece una gigantesca e immobile ala metallica fatta di pannelli solari, metafora della negazione della libertà, e occupa il centro del cortile. Il piano nobile ospita una selezione di opere dal periodo newyorkese (1983-93) agli anni Duemila. Tra queste, «Stacked/Forever», «Bicycles» (2003), scultura di biciclette senza ruote accatastate le une sopra le altre, «Map of China» (2014), una mappa tridimensionale della Cina realizzata con i legni provenienti dai templi distrutti dal Governo cinese, e la celeberrima serie fotografica «Study of Perspective» (1995-2011), in cui il dito medio dell’artista si staglia dinnanzi a iconici monumenti, quali la Torre Eiffel o la Casa Bianca.

Federico Florian, da Il Giornale dell'Arte numero 367, settembre 2016


  • Refraction/Rifrazione, 2014. Cucine solari, bollitori, acciaio, cm 222,5 x 1256,5 x 510,6. Courtesy Ai Weiwei Studio
  • He Xie Granchi di fiume/Armonia, 2011. Porcellana (1.500 unità). Dimensioni variabili. Courtesy Ai Weiwei Studio
  • Reframe/Nuova cornice, 2016. PVC, policarbonato, gomma cm 650 x 325 x 75 ciascuno, (22 gommoni di salvataggio) Courtesy Ai Weiwei Studio

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