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Marc Riboud, il virus della vita e della libertà

Il fotografo «con il compasso negli occhi» è scomparso a 93 anni a fine agosto

Marc Riboud, Anshan

Parigi. Ci sono immagini che diventano icone di intere pagine di storia. Il miliziano di Capa, il soldato americano sotto shock di McCullin, la bambina che corre straziata dal napalm di Nick Ut, il ragazzo che doma i carri armati in Tienanmen, solo per ricordarne alcune. Tra queste c’è anche Jan Rose Kasmir che si avvicina con un fiore in mano agli uomini armati della Guardia Nazionale, all’esterno del Pentagono durante una protesta contro la guerra in Vietman. È il 1967 e la fotografia di quella ragazza diventa per tutti il simbolo del Power Flower e della lotta pacifista; il suo autore è Marc Riboud, scomparso lo scorso 30 agosto all’età di 93 anni. Di fotografie destinate a entrare nella memoria di tutti, Riboud ne ha scattate molte, lungo una carriera cominciata nel 1953 quando il suo «Le peintre de la Tour Eiffel» viene pubblicata su «Life» aprendogli le porte di Magnum.

Nato nel 1923 a Saint-Genis-Laval, nei dintorni di Lione, nel 1951 lascia il lavoro di ingegnere e si sposta a Parigi, dove incontra Cartier-Bresson e Robert Capa, e comincia la sua attività di fotoreporter.

Chiara Coronelli, edizione online, 12 settembre 2016

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Marc Riboud, Darjeeling
  • Marc Riboud, Camel market
  • Marc Riboud, Le peintre de la Tour Eiffel
  • Marc Riboud, Giappone
  • Marc Riboud, Beijing, 1955
  • Marc Riboud, Fille à la fleur, 1967
  • Marc Riboud è scomparso lo scorso 30 agosto a 93 anni
  • Marc Riboud, Yougoslavie
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