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Archeologia

Tesori persiani ad Aquileia

La Persia preislamica, dagli Achemenidi alla dinastia sasanide, è in mostra in una città romana che subì lo stesso destino di Persepoli

Frammento di capitello in pietra calcarea nera, periodo achemenide (VI-IV secolo a.C.), da Persepoli, Fars 

Aquileia (Udine). Sono poco più di una ventina di manufatti e tutti preziosi. Alcuni di questi possono essere racchiusi nel palmo di una mano. Sono piccole placche lavorate a sbalzo, raffinati gioielli e lamine sottilissime, ma anche uno straordinario rhyton (recipiente per liquidi a forma di corno) con protome di leone alato accovacciato, un pugnale con decorazioni animalistiche e frammenti architettonici provenienti da capitelli monumentali.
Capolavori realizzati in oro, faïence, bronzo, pietra calcarea e terracotta, che sprigionano lo sfarzo e la ricchezza dell’arte di corte persiana già celebre nell’antichità come racconta Erodoto nelle Storie.
Un assaggio di questa produzione artistica è ora esposto fino al 30 settembre nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia in «Leoni e tori dall’antica Persia ad Aquileia» (catalogo
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Laura Giuliani, da Il Giornale dell'Arte numero 366, luglio 2016

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Rhyton in oro, V secolo a.C., da Hamadan (Iran Occidentale)
  • Placca decorativa con testa di leone in stucco, periodo sasanide (presumibilmente IV-V secolo d.C.), da Hajiabad, Fars meridionale
  • Rhyton a testa di toro in terracotta (VI secolo a.C.), dall’Iran Nord-Occidentale (attr.)
  • Testa di leone in stucco del periodo partico-sasanide (?)
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