La Galleria Fumagalli apre una nuova sede a Milano

La gallerista Annamaria Maggi: «Tra i tanti non luoghi dell’arte, sarà uno spazio di esposizione ma anche d’incontro»

Ada Masoero |

Milano. A 45 anni dalla fondazione e a 25 anni dalla direzione di Annamaria Maggi (a Bergamo, nel 1991) la Galleria Fumagalli può a buon diritto fregiarsi del titolo di «galleria storica», e non solo per ragioni anagrafiche ma soprattutto per la quantità e la qualità delle piste che ha saputo aprire: è stata fra le prime, infatti, a riproporre sin dagli anni Novanta artisti come Castellani, Bonalumi e Uncini, oggi sugli altari di critica e del mercato internazionale, ma allora decisamente estranei al mainstream. E lo stesso accade ora, tra gli altri, con Giorgio Griffa, che ha esposto recentemente al Centre d’Art Contemporain di Ginevra, al Museu Serralves di Porto e alla Bergen Kunsthall, in Norvegia in mostre curate da Andrea Bellini, che hanno proiettato l’artista torinese sulla scena internazionale. Annamaria Maggi, in galleria prima come socia del fondatore Stefano Fumagalli poi, dopo la sua
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