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Quotidiana meraviglia

All'Arengario di Monza ottanta scatti di Robert Doisneau

Robert Doisneau, «Il Bacio dell’Hotel de Ville», 1950 © Atelier Robert Doisneau

Monza. Sono molte le mostre che, in Italia e nel mondo, hanno celebrato l’opera di Robert Doisneau (1912-94). È lui del resto l’autore del bacio più famoso della storia della fotografia, quel «Baiser de l’Hotel de Ville», 1950, che illustra meglio di qualunque trattato storico o sociologico la gioia di vivere del dopoguerra, che non a caso è stato scelto dai parigini dopo le atrocità dello scorso novembre come simbolo della loro ribellione al terrorismo. Non uno scatto rubato, ma il frutto della sua richiesta a una coppia di giovani, per un servizio che stava realizzando per «Life», esemplare della filosofia di questo fotografo «umanista» che diceva: «Volevo mostrare un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che cercavo».

La sua è una Parigi generosa e lieta, in cui va in scena la bellezza del quotidiano, ma è una Parigi tutt’altro che zuccherosa, poiché nei suoi scatti si riverbera il suo spirito libero e indipendente, insofferente al potere e all’autorità.

Ada Masoero, edizione online, 9 marzo 2016

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Robert Doisneau, «L'informazione scolastica», Parigi 1956 © Atelier Robert Doisneau
  • Robert Doisneau, Autoritratto con Rolleiflex, 1947 © Atelier Robert Doisneau
  • Robert Doisneau, La diagonale dei gradini, Parigi 1953 © Atelier Robert Doisneau
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