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Il Louvre firma un accordo storico con l'Iran

La collaborazione prevede scambi di mostre, corsi di formazione e la ripresa degli scavi archeologici

Namvar Motlagh, a sinistra, vicepresidente  dell'organizzazione per il patrimonio e il turismo dell'Iran, e Jean-Luc Martinez, direttore del Louvre, hanno firmato all'Eliseo un accordo di collaborazione culturale

Parigi. Il 28 gennaio il Louvre ha firmato con l'Iran un accordo storico, che dà il via a una rinnovata cooperazione culturale e scientifica con la Francia.
L'accordo è ststo siglato nel corso di una visita di Stato in Francia del presidente iraniano Hassan Rouhani, visita per il resto dominata da colloqui di natura economica.

Giovedì scorso il vicepresidente Masoud Soltanifar, capo del patrimonio culturale e del turismo dell'Iran, ha visitato il Louvre su invito del direttore Jean-Luc Martinez. A differenza di quanto avvenuto durante la visita romana ai Musei Capitolini, fa sapere il museo parigino, «nessuna statua è stata velata per l'occasione».

L'accordo firmato all'Eliseo delinea un quadro di cooperazione triennale, fino al 2019, che comprende anche progetti per lo scambio di mostre, pubblicazioni, visite scientifiche e corsi di formazione, nonché scavi archeologici. I due Paesi collaboreranno anche nella lotta contro il saccheggio e il traffico di beni culturali.

L'accordo è in linea con la politica diplomatica della Francia volta a mantenere relazioni equilibrate con tutti i Paesi del Medio Oriente. Il Louvre ha già promesso di aiutare l'Iraq e la Siria a proteggere il loro patrimonio culturale, mentre è in fase di ultimazione la «succursale» del museo ad Abu Dhabi.

Il primo progetto frutto dell'accordo sarà una mostra sulla dinastia Qajar (1789-1925), che inaugurerà nella primavera del 2018 al Louvre Lens. Si tratta di una scelta importante dal punto di vista simbolico, dal momento che in Iran quel periodo subisce regolari attacchi dal clero. Il Paese ha una collezione unica di fotografie e pellicole dell'epoca recentemente restaurate, spiega Yannick Lintz, specialista di storia persiana e capo del Dipartimento di arte islamica del Louvre,  reduce da un viaggio a Teheran la scorsa estate.

Il Louvre potrebbe anche partecipare alla ricerca archeologica a Nishapur nella provincia nord-orientale di Khorasan, riallacciandosi a scavi precedenti condotti dal museo parigino a Bukhara, Uzbekistan, e in altri siti lungo la Via della Seta che facevano parte del più grande impero sasanide.

Un altro potenziale sito di studio è la città islamica medievale di Aveh, sull'altopiano centrale. Si è discusso anche del possibile ritorno di una squadra di archeologi nell'antico sito di Susa nei Monti Zagros, dove la  Francia ha operato per più di 80 anni, fino alla guerra Iran-Iraq del 1980,  compiendo rilevanti scoperte, come il Codice di Hammurabi, la raccolta di leggi del re babilonese iscritta su una stele di pietra e tavolette d'argilla.

Vincent Noce, edizione online, 1 febbraio 2016


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