Manfredonia, un museo di pietra, temporaneo e diffuso

Gli Ipogei Capparelli accolgono l'arte contemporanea per la seconda edizione di Casa Futura Pietra

Anna Saba Didonato |

Manfredonia (Fg). Incentrato sull’idea di viaggio tra antico e moderno, il progetto Casa Futura Pietra, a cura di Giusy Caroppo, promuove la pratica del «museo temporaneo diffuso» in cui «la pietra diventa congiunzione simbolica per un’idea di Città ecologica e a dimensione umana».Dopo la precedente esperienza del 2015 (che ha visto protagonisti gli artisti Bizhan Bassiri, Filippo Berta, Alvin Curran, Pietro Di Terlizzi, Jimmie Durham, Tony Fiorentino, Ugo La Pietra, Vito Maiullari, Kei Nakamura, Jeorge Peris, Irene Petrafesa, Sergio Racanati, Vedovamazzei, a Palazzo Tupputi di Bisceglie, nel Teatro Margherita di Bari e in aree archeologiche come il dolmen di Bisceglie e la cava dei Dinosauri di Altamura) è la volta di Andrea Aquilanti, Archivio Italiano Paesaggi Sonori/Francesco Giannico, Daniela Corbascio, Igor Imhoff, Jason Middlebrook, Anne e Patrick Poirier, Agnese Purgatorio, Francesco Schiavulli, le cui opere sono chiamate a relazionarsi con i suggestivi spazi degli Ipogei Capparelli, l’antico complesso cimiteriale che prende nome dall’omonima masseria le cui stalle ne hanno inglobato gli ambulacri.
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