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Future miss a stelle e strisce e l'infanzia negata dei bambini siriani: immagini di opposti non complementari

Una bambina statunitense agghindata per un concorso. Lo scatto è di Barbara Baiocchi

Torre Pellice (Torino). Il baraccone dei concorsi di bellezza per infanti, che negli Stati Uniti rappresentano un giro d’affari che conta 25mila gare per oltre tre milioni di piccole concorrenti, fa da contaltare alle migliaia di bambini siriani che hanno negli occhi un dolore muto, con il quale si è subito adulti. Viaggi tra loro lontanissimi, realizzati da due diversi obiettivi, quello di Barbara Baiocchi, giovane fotografa romagnola, e quello di Jean-Claude Chincheré, ancor più giovane reporter valdostano. I loro lavori sono riuniti nella mostra «Opposti non complementari», curata da Andrea Balzola e allestita fino al 7 gennaio alla Civica Galleria d’Arte Contemporanea Filippo Scroppo.

Le bambine riprese dalla Baiocchi sono agghindate come adulte, con sorrisi ad uso e consumo del pubblico, trattate come cani ammaestrati e sempre in posa, dirette da madri orgogliose che espongono le figlie come fossero bambole, in un universo perso nel kitsch.

Chiara Coronelli, edizione online, 24 ottobre 2016

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Una bambina statunitense agghindata per un concorso. Lo scatto è di Barbara Baiocchi
  • Un bambino statunitense agghindato per un concorso. Lo scatto è di Barbara Baiocchi
  • Un bambino siriano ritratto da Jean-Claude Chincheré
  • Un bambino siriano ritratto da Jean-Claude Chincheré
  • Genitori immortalano i piccoli partecipanti ai concorsi di bellezza.  Lo scatto è di Barbara Baiocchi
  • Una bambina siriana ritratta da Jean-Claude Chincheré
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