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Mostre

Musée d’Orsay senza tabù

Reutlinger, «La Belle Otéro», 1875-1917, 1 album di fotografie positive, Album Reutlinger di ritratti diversi, vol. 3, PET FOL-NA-260 (3) Département Estampes et photographie, Bibliothèque Nationale de France, Paris © Bibliothèque Nationale de France, Paris

Parigi. Dopo aver esposto senza pudori il nudo maschile (si ricorda nell’autunno del 2013 la mostra «Masculin/masculin»; cfr. n. 334, set. ’13, «Vernissage», pp. 3 e 4), ora il Musée d’Orsay, che non si pone nessun tabù, apre le porte all’amore a pagamento esponendo i seni prosperosi e le gambe al vento (e non solo) delle prostitute e cortigiane che hanno ispirato gli artisti tra il Secondo Impero e la Belle Epoque. La mostra «Splendori e miserie. Immagini di prostituzione 1850-1910», aperta dal 22 settembre al 17 gennaio, è stata realizzata in collaborazione con il Van Gogh Museum di Amsterdam, che del pittore olandese ha prestato alcuni ritratti di prostitute. È la prima rassegna, precisa il Musée d’Orsay, mai dedicata a questo tema rovente. La scenografia è stata curata dal regista di teatro canadese Robert Carsen.
Nell’Ottocento e fino ai primi del Novecento Parigi è la capitale del libertinaggio: la prostituzione esce dai bordelli e invade teatri, boulevard e cabaret; le donne di facili costumi si confondono con le donne oneste che tentano di non sembrarlo poi troppo. La loro ambiguità ispira Jean Béraud («L’attente», 1880), Louis Arquetin («Femme sur les Champs- Elysées la nuit», 1891) e Louis Valtat («Sur le Boulevard-La Parisienne», 1892). Invece Edgar Degas e Henri de Toulouse-Lautrec mostrano scene meno equivoche di case chiuse con stanche ragazze dagli sguardi assenti che aspettano i clienti, rispettivamente, in «Femme nue se peignant» e «Les deux amies», prestato dal Metropolitan di New York. Giovanni Boldini mette in scena le coppie che ridono e bevono ai tavoli del Moulin Rouge, mentre Manet e Gervex dipingono i balli in maschera dell’Opera. E a maschere assomigliano anche certi volti di prostitute dal fard rosso acceso sugli zigomi in alcune opere di Picasso, Derain, Kupka e Vlaminck.

Luana De Micco , da Il Giornale dell'Arte numero 356, settembre 2015


  • Giovanni Boldini, «Scène de fête au Moulin Rouge», 1889 ca, Parigi, Musée d’Orsay © Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
  • Henri Gervex (1852-1929), «Le Bal de l'Opéra, Paris», 1886. Courtesy Galerie Jean-François Heim, Basilea. Foto courtesy Galerie Jean-François Heim, Basilea / cliché Julien Pépy

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