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Il Giornale delle Mostre

Museo Archeologico di Firenze

L’America di Ligabue

231 reperti del «mondo che non c’era» dalla collezione dello studioso ed esploratore veneto

Maschera, Cultura Teotihuacan, Valle del Messico, Messico - Classico, 450-650 d.C. - Venezia, Collezione Ligabue

Firenze. Giancarlo Ligabue, scomparso a 84 anni lo scorso gennaio, è stata una figura più unica che rara nel panorama degli imprenditori italiani. A lui si deve la creazione a Venezia del Centro Studi e Ricerche Ligabue e la promozione di ben 130 spedizioni in tutti i continenti per ricerche in campo antropologico, archeologico e paleontologico. Ma Ligabue non si limitava al ruolo di generoso mecenate, voleva avere un ruolo diretto e di primo piano anche nelle attività di ricerca arrivando a considerarsi «paleontologo, studioso di archeologia e antropologia, esploratore» senza rendersi conto che le figure degli specialisti a 360 gradi erano scomparse da oltre un secolo e che oggi gli specialisti, sono, appunto, o paleontologi o antropologi o archeologi e non le tre cose insieme e per di più part-time.

A lui il figlio Inti ha dedicato la mostra «Il mondo che non c’era. L'arte precolombiana ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Antonio Aimi, da Il Giornale dell'Arte numero 356, settembre 2015

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Urna funeraria in ceramica con effigie del dio Cocijo, Cultura zapoteca, Monte Albán, Oaxaca, Messico (450- 650 d.C.
  •  Cane seduto in ceramica, Cultura Colima, Messico occidentale (100 a.C.-250 d.C.)
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