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Mostre

Scene d'interno a Grasse

Lorenzo Monaco, «I funerali di sant'Agostino»

Grasse (Francia). Giulio Paolini asserisce che l’artista «nel lasciarsi alle spalle tutto o quasi quel che lo circonda apre nel quadro un orizzonte che gli sembra assoluto» e più avanti si interroga «tutti i quadri di un autore (tutti i quadri della Storia dell’arte) ne fanno uno solo?» (2010). 
Sul tema dello «sguardo», una sorta di viaggio simbolico e mentale tra ambienti sacri e luoghi di vita quotidiana, lanciato o trattenuto sul limite di una finestra, fino al 12 ottobre al Musée Jean-Honoré Fragonard di Grasse è visitabile la mostra «Scènes d'intérieur». Si tratta di ventisette tra dipinti e fotografie, provenienti da collezioni private e dai musei Fesch di Ajaccio, d'arte e storia di Grasse e dal Jules Chéret di Nizza, che ha prestato un nucleo straordinario di mano, tra gli altri, di Lorenzo Monaco, Jacques Sablet, Charles Octave Blanchard e Pierre Bonnard

D’accordo con la presidente della società proprietaria del museo, Agnès Webster, la mostra è ideata e curata dal direttore Andrea Zanella, che ha preso parte alla fondazione del museo voluto dall’imprenditore e collezionista Jean-François Costa (2010). Il museo conserva una quindicina fra le opere più importanti di Fragonard, costituendo così la seconda collezione francese di opere dell’artista, dopo il Louvre. «Nelle mostre temporanee cerchiamo di approfondire le tematiche affrontate da Fragonard, spiega Zanella. Nel progettare questa mostra, abbiamo voluto creare un dialogo fatto di sottili rispondenze tra autori antichi e contemporanei».

Si tratta in fondo di un gusto che molti collezionisti d’arte antica stanno di recente sviluppando, come anche i maggiori antiquari. Nella prima sezione dedicata agli interni sacri, si trovano «Les funerailles de Saint Augustin», dove a uno spazio geometrico ed essenziale risponde una profonda tensione spirituale; un piccolo collage di Giulio Paolini richiama la pittura laica di Chardin; una fotografia del partenopeo Aniello Barone blocca lo slancio del braccio che alza verso l’alto l’ampolla con il sangue di san Gennaro.
Tra le scene d’interno con il gran teatro della vita, François-Marius Granet raffigura Cristoforo Colombo imprigionato a Cadice, tempo dopo la scoperta dell'America. 
Infine il tema della finestra, un filtro tra l’artista e l’esterno.  Di Pierre Bonnard un angolo di una stanza che gioca sui diversi modi del pittore di «lasciarsi alle spalle» la realtà: la finestra  che inquadra un tratto della Senna, la donna di spalle che guarda verso quel paesaggio, i quadri alle pareti, forse un foglio bianco o forse una tela intonsa sul tavolo in primo piano.

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 356, settembre 2015


  • Giulio Paolini, «Senza titolo (Le néant)»

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