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La mostra di Nitsch censurata in Messico aprirà a Palermo. Ma una petizione online chiede di cancellarla

Un'«azione» di Hermann Nitsch. Foto © (c) Atelier Hermann Nitsch

Palermo. Dopo la mostra di Regina José Galindo, Zac lo spazio espositivo comunale ai Cantieri Culturali alla Zisa, si prepara ad ospitare un altro artista internazionale che utilizza la violenza come proprio codice formale: Hermann Nitsch, con la mostra «Das Orgien Mysterien Theater», il cui opening è previsto il 10 luglio (mostra aperta fino al 20 settembre). L’annuncio ha colto di sorpresa dal momento che si tratta della mostra che era stata cancellata a febbraio di quest’anno all’ultimo momento dalla Fundación Jumex di Città del Messico, facendo gridare allo scandalo per «l’imbarazzante censura» collezionisti, curatori e critici d’arte.
Il 76enne artista viennese da parte sua aveva dichiarato che non era mai accaduto che una istituzione d’arte cancellasse una sua mostra e per di più con dispendio di risorse economiche, visto che le opere erano già in viaggio dall’Austria al Messico. Ora arriva da Palermo l’invito a ospitare la mostra censurata, dal momento che l’assessore alla Cultura del Comune è Andrea Cusumano collaboratore di Nitsch per oltre 20 anni e dal 1999 direttore dell’orchestra dell’Orgien Mysterien Theater. Le opere accolte nell’ex hangar dei Cantieri saranno quaranta tele di grandi dimensioni, più una di una decina di metri posta a terra, oltre quaranta fotografie e numerosi video che restituiranno le più importanti performance di Nitsch, padre dell’Azionismo Viennese, movimento che coniuga teatro, body art, performance e pittura gestuale.
Le cerimonie rituali definite «azioni», per il loro carattere orgiastico affondano le radici nei culti precristiani ispirati ai miti greci e prevedono l’uso sacrificale di animali già destinati alla macellazione. Questo ha spesso attirato le ire degli animalisti, ma anche di chi si sente disturbato da un uso sovvertito di simboli religiosi (la croce e i parati sacri della liturgia cattolica).
Anche a Palermo la reazione non si è fatta attendere: una petizione online che chiede di cancellare la mostra di Nitsch ha già raggiunte 2.277 firme.

Giusi Diana, edizione online, 19 giugno 2015


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