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De Ruggieri: «Matera non è una città da vedere ma da comprendere»

Il neosindaco della Capitale Europea della Cultura 2019 si è imposto al ballottaggio su Salvatore Adduce

Raffaello De Ruggieri è il nuovo sindaco di Matera

Matera. È Raffaello De Ruggieri (Matera, 1935) il primo cittadino della Capitale europea della Cultura 2019. Eletto col sostegno delle liste civiche di centrodestra e centrosinistra, al ballottaggio ha ottenuto il 54,5% delle preferenze, superando il sindaco uscente, Salvatore Adduce (Pd). Personalità nota e di riconosciuto prestigio culturale, De Ruggieri è tra i fondatori del Circolo la Scaletta (1959), ha contribuito alla nascita della fondazione Zétema, che presiede, e in seguito del Musma (Museo della Scultura Contemporanea – Matera). In passato ha fatto parte del Consiglio Superiore per i Beni culturali, è direttore responsabile della rivista «Economia della Cultura», edita da il Mulino. Da sempre ha profuso il suo impegno a favore della riscoperta e valorizzazione dei Sassi che nel 1993 sono entrati a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ottenendo il riconoscimento Unesco.

Sindaco, quali sono i suoi progetti per la città, anche in relazione al dossier Matera 2019?
Il dossier sarà tradotto e realizzato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e non dal Comune, perché il sindaco non può essere il presidente della fondazione avendo tanti impegni di carattere generale di cui occuparsi. Detto questo, ho contestato che il dossier non solo non si è nutrito di valori territoriali ma, soprattutto, rappresenta un contenitore di produzione di eventi culturali e non di produzione culturale, come dovrebbe essere. Il dossier dovrà quindi essere rimodulato sulla base di questi due principi, non nei capitoli e negli indirizzi ma nei contenuti.
Una delle cose principali da rivedere è il cosiddetto Museo Demoetnoantropologico che non può essere, com’è previsto nel dossier, relegato al rango di archivio digitale. L’ecomuseo dei Sassi deve raccontare la vicenda umana del nostro territorio, soprattutto col riferimento al periodo della civiltà contadina. Solo così si riallacciano le due grandi iniziative collaterali che il comune dovrà attivare: i parchi tematici della storia dell’uomo, ossia il parco della Preistoria, della civiltà rupestre, della civiltà contadina e della città dello spazio. Matera è una delle pochissime città al mondo che può raccontare la storia dell’uomo dai buchi neri di una grotta paleolitica, la Grotta dei Pipistrelli, ai buchi neri dello spazio con il Centro di Geodesia Spaziale.
Lavoreremo per creare presidi culturali ma soprattutto speriamo di inaugurare, in ottobre, la sede decentrata dell’Istituto Centrale del Restauro a cui stiamo lavorando da tempo e che sarà ospitata presso il vecchio comune, l’ex convento di Santa Lucia alla Fontana, con due linee di formazione: lapidea e pittorica.
Che cosa intende quando afferma che il dossier «non si è nutrito di valori territoriali»?
Si è andati in giro per il mondo a individuare i valori della trasmissione culturale ignorando i valori euromediterranei, in particolare. Ad esempio, la cerimonia conclusiva avrà luogo nella Gravina, una volta bonificata perché adesso è una cloaca in movimento, e ci saranno delle campane tibetane. Sono eventi che si possono realizzare ovunque ma che stridono col valore, la qualità e l’unicità di Matera.
Uno dei fiori all’occhiello della città è il Musma, Museo della scultura contemporanea – Matera, ultimamente in affanno. L’assenza di un direttore artistico e la mancanza di fondi rendono difficoltosa la stessa gestione dei servizi del museo, garantita dalla cooperativa Synchronos (a cui è stata affidata dal 2011) che effettua il proprio lavoro a fronte di compensi risicatissimi rivenienti da ingressi, attività didattiche, visite guidate, eventi. Come uscire dall’impasse per garantire efficienza e stabilità al museo?
Le difficoltà del Musma si risolvono nel momento in cui la Regione Basilicata approva la legge sui Beni culturali, con la quale si garantisce la promozione e la stabilizzazione del museo e l’individuazione di una figura professionale retribuita che ne avrà la direzione (Giuseppe Appella, direttore del museo fino allo scorso anno, ha sempre svolto la propria attività a titolo gratuito, Ndr). Naturalmente ci sarà una un bando pubblico e una selezione.
Alcuni collezionisti che in passato hanno donato le proprie opere al museo ne avrebbero chiesto la restituzione. È possibile?
Le opere sono state donate al museo con la condizione di essere esposte, ed è quello che avviene. Dal momento che l’esposizione è rigorosa ed è anche garantita, non esiste il pericolo che vengano ritirate. Inoltre nell’ultimo anno, abbiamo ricevuto una trentina di donazioni e altre ancora arriveranno. Finora non ho avuto la possibilità di pensare a un evento inaugurale per il nuovo corso del Musma, travolto da questa avventura elettorale, ma appena uscirò da questa apnea organizzeremo.
A che punto è l’iter della legge regionale sui Beni culturali, approvata in Giunta il 29 dicembre 2014?
Attualmente è ferma in quarta Commissione, ma entro la fine di giugno potrebbe andare in aula. Si tratta di una legge che premia il funzionamento dei luoghi della cultura più che la loro conservazione, esaltando la componente regionale nel capitolo della promozione e della fruizione.
Il futuro di Matera non può prescindere dall’implementazione di un piano infrastrutturale e dal controllo dei flussi turistici…
Giovedì incontro il ministro Delrio a Matera. Inizieremo dalla Matera-Bari per il trasporto su ferro e dalla Ferrandina-Gioia del Colle per il trasporto su gomma.
Per quanto riguarda i flussi turistici, bisogna governarli perché Matera non è una città da vedere ma da comprendere. Oggi siamo occupati dai turisti, un’occupazione spontanea di cavallette che invadono la città. Proprio questa è stata una delle ragioni che mi ha portato a scendere in campo. Inizieremo con la creazione di una terminal-bus fuori dalla città, mentre la tratta urbana delle ferrovie delle Ferrovie Appulo Lucane (Fal) sarà utilizzata come metropolitana leggera.
L’obiettivo è diventare una città europea.

Anna Saba Didonato, edizione online, 17 giugno 2015


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