Poliedrico e polimaterico

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Agnellini presenta fino al 31 ottobre una mostra di Robert Rauschenberg curata da Dominique Stella, che riunisce una ventina di opere polimateriche dell’artista americano (1925-2008), che negli anni Cinquanta fu uno dei protagonisti del passaggio dell’arte americana dall’Espressionismo astratto alla Pop art. E anche colui che nel 1964, vincendo il premio per il miglior artista straniero alla Biennale di Venezia, divenne il simbolo del passaggio del testimone, nel campo dell’arte, tra il vecchio e il nuovo mondo. Le opere in mostra, create tra il 1973 e il 1988, documentano le molte tecniche di cui Rauschenberg si servì: dalla litografia alla serigrafia su tela, sino ad allora utilizzata solo in ambito commerciale, che lui mescolava con pittura, oggetti e collage di immagini tratte da giornali e riviste, fino al transfer con solvente di disegni o immagini a stampa su tela o carta. A Captiva Island, dove si era stabilito nel 1970, Rauschenberg si lasciò avvolgere dall’ambiente semplice in cui viveva, estraneo agli ...
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