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Mostre

Londra

Minimalista ma felice

Una rara mostra di Agnes Martin alla Tate Modern

Agnes Martin, «Happy Holiday», 1999. Tate/National Galleries of Scotland © Estate of Agnes Martin

Londra. La pittrice statunitense Agnes Martin (1912-2004) viene spesso definita minimalista. In effetti le sue opere più conosciute, delicate griglie dai colori pastello, si prestano all’accostamento con il lavoro di artisti come Donald Judd. Ma la Martin ha sempre sostenuto che i suoi quadri avevano uno spirito molto diverso, prendendo così le distanze dall’intellettualismo a favore di una dimensione personale e spirituale. «Senza la consapevolezza della bellezza, dell’innocenza e della felicità, e senza la felicità stessa, non si possono fare opere d’arte», scrisse. Una sua retrospettiva aperta alla Tate Modern dal 3 giugno all’11 ottobre, la prima di grandi dimensioni dopo la scomparsa dell’artista, è divisa in due periodi distinti. La mostra ripercorre la vicenda di Agnes Martin dagli esordi negli anni ’50 e segue la sua produzione dal 1973 in poi, quando lasciò New York. I suoi primi lavori, come «The Garden» (1958), rivelano il suo interesse per gli oggetti trovati e le forme geometriche.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Francesca Price , da Il Giornale dell'Arte numero 354, giugno 2015


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