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Musei

Modena

«Allegrezze notturne» per la riapertura dell’Estense

Festeggiamenti e «Notti barocche» per le nuove sale, rinnovate in tre anni dopo il terremoto

Francesco I d’Este nel dipinto di Diego Velázquez, simbolo della collezione.

La Galleria Estense, ora ufficialmente denominata Museo Galleria Estense nell’ambito della nuova autonomia assegnatale dal Mibact (è uno dei 20 musei statali di cui si attende entro giugno la nomina del direttore con bando internazionale) che l’ha inoltre unificata con il Palazzo Ducale di Sassuolo (cfr. articolo in basso) riaprirà il 29 maggio a tre anni esatti dalla chiusura successiva al terremoto del 2012. In questo arco di tempo la galleria di origine ducale, posta nel settecentesco Palazzo dei Musei, ha cambiato volto, a partire dalla scelta di nuovi colori alle pareti. Ora una scala di grigi e altre tonalità sobrie caratterizzano le 22 sale del percorso: si è così inteso aggiornare, dal punto di vista visivo, la colorazione bianca scelta negli anni Settanta da Leone Pancaldi e Amalia Mezzetti che si occuparono dell’ultimo allestimento completo, poi modificato solo parzialmente nei decenni successivi senza una regia complessiva. Rinnovati anche l’illuminazione, oggi in parte a led, nonché tutti gli apparati informativi per il pubblico che avrà a disposizione anche una nuova guida breve del museo, curata da Stefano Casciu (edizioni Franco Cosimo Panini).
L’opera simbolo dell’istituzione modenese, il busto seicentesco raffigurante il duca Francesco I d’Este realizzato da Gian Lorenzo Bernini, è stata dotata di uno speciale basamento antisismico costato 60mila euro, raccolti attraverso una campagna di crowdfunding, di privati e degli Amici della Galleria Estense. I lavori, costati in totale 760mila euro messi a disposizione dal Mibact, sono stati seguiti dal settore Edilizia Storica del Comune, mentre la responsabilità scientifica è stata prima di Davide Gasparotto, dal 2012 direttore dell’Estense e da qualche mese nuovo senior curator of Paintings al Getty Center di Brentwood, Los Angeles; (cfr. n. 345, set. ’14, p. 2), e successivamente dell’ex soprintendente di Modena Stefano Casciu, oggi a capo del Polo museale regionale della Toscana del Mibact.
Il terremoto del maggio 2012 causò gravi lesioni alle pareti della Galleria Estense e della sottostante Biblioteca, con numerose coperture «scollegate» dai muri portanti nelle sale dell’ultimo piano, che sono una sopraelevazione ottocentesca, dell’antica struttura di Palazzo dei Musei. «Il primo passo, preliminare ai lavori, spiega Stefano Casciu, è stato lo spostamento di tutte le opere all’interno di un deposito provvisorio, successivamente si sono demolite due pareti lesionate dalle scosse sismiche e sostituite interamente con strutture metalliche. Poi abbiamo collegato le coperture alla struttura portante dell’edificio e migliorato la stabilità generale anche attraverso l’utilizzo di fasce in fibra di carbonio. Siamo poi giunti al nuovo allestimento, rivisto e ampliato: ora sono esposte 609 opere di cui 327 dipinti, 40 sculture e  242 oggetti. Ci sono una cinquantina di opere prima conservate nei depositi e abbiamo inteso ridistribuire in modo più organico i materiali artistici, secondo una successione cronologica e coerenti raggruppamenti storico-artistici. In particolare per l’immagine del museo autonomo si punta su opere cardine poste lungo le direttrici visuali dei saloni museali: il busto di Bernini e il dipinto di Velázquez raffigurante Francesco I, le sculture di Antonio Begarelli e i dipinti di Lelio Orsi e Guido Reni. Abbiamo inserito lungo il percorso anche alcuni busti di epoca presumibilmente romana raffiguranti imperatori, utilizzati al tempo dagli Este per accreditarsi storicamente».
In occasione della riapertura del museo, Comune, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e consorzio Festival Filosofia organizzano tre giorni di festeggiamenti, le «Notti barocche», dal 29 al 31 maggio. La coordinatrice dell’iniziativa Michelina Borsari ha messo insieme performance offerte dagli artisti Franco Guerzoni e Marco Nereo Rotelli, due mostre relative alla documentazione degli apparati effimeri realizzati durante il Ducato estense, concerti di musica barocca e di musica contemporanea con la presenza del compositore e pianista jazz Uri Caine e due lezioni di storia dell’arte tenute da Irving Lavin e Marc Fumaroli. Il tutto costruito sulla base delle «Allegrezze», così venivano chiamate le grandi feste che gli Este organizzarono a Modena, a partire dalla fine del XVI secolo e fino agli inizi del XIX. Queste manifestazioni si svolgeranno in parte a Palazzo dei Musei, sede della Galleria Estense dal 1884, e in parte a Palazzo Ducale, attuale sede dell’Accademia militare più antica del mondo e prima dimora modenese della collezione ducale che lì venne aperta al pubblico per la prima volta nel 1854. Ora il Museo Galleria Estense attende la nomina del direttore che, come per gli altri 19 musei autonomi d’Italia, dovrebbe avvenire entro la metà di giugno.


Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 353, maggio 2015


  • Il nuovo allestimento del Museo Galleria Estense si sviluppa in 22 sale. Fotografie di Elisabetta Baracchi, Modena, 2015
  • Francesco I d’Este nel busto marmoreo opera di Gian Lorenzo Bernini

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