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Vernissage

Milano

Di Gemma in gemma

L'Associazione Acaia dona 21 opere

La sala da pranzo con alle pareti, da sinistra in senso orario: «Hero und Leander» (2003) di Anselm Kiefer, «Gente di Schiena» (1979) di Michelangelo Pistoletto, «Omaggio ad Armando Testa» (1996) di Haim Steinbach, sul tavolo Fontana Arte in cristallo (1970) quattro sculture di Armando Testa, sedie Thonet.

Acacia, l’Associazione amici dell’arte contemporanea italiana, ha donato al Museo del Novecento di Milano 21 opere, tutte realizzate tra il 2000 e il 2014. Ne sono autori  Mario Airò, Rosa Barba, Gianni Caravaggio, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Lara Favaretto, Francesco Gennari, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Adrian Paci, Paola Pivi, Grazia Toderi, Luca Trevisani, Tatiana Trouvé, Marcella Vanzo, Nico Vascellari e Francesco Vezzoli, alcuni presenti con più opere. Dalla fine dell’anno questi lavori saranno esposti a rotazione nel museo, in chiusura del percorso, insieme a focus periodici sui singoli artisti. Nove di essi saranno però visibili sin dal 15 maggio nella mostra «Un Museo Ideale», realizzata dal Museo del Novecento per Expo. Motore dell’operazione è Gemma De Angelis Testa, vedova del celebre pubblicitario Armando Testa e fondatrice e presidente di Acacia, ma prima ancora collezionista d’arte contemporanea tra le più influenti.
Quando si è accesa in lei la scintilla del collezionismo?
Tutto deriva dall’infanzia.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 352, aprile 2015


  • Gemma De Angelis Testa
  • Il salotto con alle pareti, da sinistra in senso orario, opere di Paola Pivi (1999), Andrew Kerr (2001), Pierpaolo Calzolari (1965), la scultura al neon «With my heart» (2006) di Tracey Emin, la scultura «Erinna, Praxilla, Myrthis, Sappho, Nossis, Corinna, Telesilla, Anita, Moira» di Anselm Kiefer, la scultura «Water» (2010) di Yinka Shonibare (al centro), lampade Tiffany, divani di Massimo Vignelli 1970 e poltrone di Giuseppe Pagano anni Trenta.
  • L’ingresso con, alla parete, «Handsome stranger» (2010) di Cecily Brown e «Sedia AT» (1990) di Armando Testa.
  • Lo studio con alle pareti, in senso orario, «Surrender» (2001) di Bill Viola e «House of pictures» (2001) di Peter Doig, tavolo con poltroncine (1966) di Warren Platner
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