Sabbia + fuoco = vetro e cristalli

L.D.M. |

Una storia dell’arte del vetro e del cristallo attraverso le collezioni del Musée des Arts décoratifs: ecco come l’istituzione della rue de Rivoli presenta la mostra «Tesori di sabbia e fuoco» aperta dal 9 aprile al 15 novembre. Più di 600 vasi e bicchieri di pregiata fattura che ripercorrono gli stili, le tecniche e i gusti delle varie epoche, dal XIV al XXI secolo. Bicchieri smaltati di epoca mamelucca (splendida la lampada per moschea di origine egiziana o siriana a nome del sultano Baibars II, datata 1309-10; nella foto) sono esposti a fianco delle creazioni di Philippe-Joseph Brocard (1831-96), precursore dell’Art Nouveau. Bicchieri cinesi della dinastia Qing sono accostati ai lavori della casa viennese Lobmeyr, fondata nel 1823. Del primo Novecento sono i vetri e i cristalli «di lusso» a firma Baccarat, con le sue famose «opaline», René Lalique (come la raffinata coppa con le sirene al posto dei manici) o ancora Emile Gallé. Non mancano le ultime generazioni di artisti del vetro: Stanislav Libensky, Jaroslava Brychtová, Bertil Valien, Richard Meitner, nonché Gaetano Pesce ed Ettore Sottsass.
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