Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Notizie

New York

Doppio Whitney di Piano

New York. Il Whitney Museum of American Art aprirà il primo maggio nel Meatpacking District la sua nuova sede, quasi affacciata sul fiume Hudson e costata 422 milioni di dollari. L’edificio (nella foto), esito della ricerca di espansione del museo in corso da più di 20 anni, è due volte e mezzo più grande dell’ex sede, progettata da Marcel Breuer nel 1963 e inaugurata tre anni dopo a Manhattan lungo la Madison Avenue. I curatori hanno lavorato a stretto contatto con l’architetto Renzo Piano per creare un edificio fatto su misura per la collezione del Whitney ma sufficientemente flessibile da ospitare nel futuro qualsiasi opera il museo intenda esporre. «Abbiamo concepito l’edificio come un’opera d’arte totale», spiega Donna de Salvo, capocuratore del Whitney. I curatori sono stati coinvolti in tutto il progetto, dall’altezza dei soffitti (definita per accogliere la più alta opera della mostra di apertura, «V-Yramid», 1982, di Nam June Paik, alta più di 4,5 m) alla distanza tra le pareti interne. La collezione del museo è cresciuta esponenzialmente, da 2mila a 22mila opere, sin dal suo primo allestimento nella sede di Breuer. Tre architetti (Michael Graves, Richard Gluckman e Rem Koolhaas), sotto la guida di tre diversi direttori, hanno cercato negli anni di ampliare l’edificio su Madison Avenue. Ogni proposta fu però considerata troppo invasiva o costosa. La decisione del Cda di acquistare un lotto di terra di proprietà comunale, nel 2009, fu «un nuovo punto di partenza», spiega De Salvo. Il nuovo edificio di più di 20mila mq triplica gli spazi dedicati alla collezione permanente del museo. Molte opere, tra cui «V-yramid», saranno esposte per la prima volta da decenni. L’installazione di apertura, un’ampia rassegna sull’arte americana dal 1900 («America Is Hard to See», primo maggio-27 settembre) comprende acquisizioni mai viste prima di Elizabeth Catlett e Carmen Herrera, che sarà protagonista di una personale nel museo nel 2016. Le sale molto spaziose incoraggiano l’inventiva dei curatori. De Salvo spiega che la futura retrospettiva di Frank Stella non sarebbe stata possibile nell’edificio precedente, dove l’ambiente più spazioso era meno della metà rispetto ai 1.600 mq della nuova sala per le mostre temporanee. La qualità del progetto ha attirato l’attenzione dei collezionisti e consulenti d’arte Ethan Wagner e Thea Westreich Wagner, che nel 2012 hanno promesso di donare 500 opere al museo, una decisione confermata dopo aver visto l’edificio di Piano prendere forma.

Quadri finestra

Mentre la sede di Breuer è una fortezza di cemento, il progetto di Piano incoraggia gli artisti a interagire con la città. Ogni livello ha viste mozzafiato sul fiume Hudson a est e sullo skyline di New York a ovest. Le balconate aggiungono altri 1.200 mq di spazio espositivo all’aperto, dove verranno esposte sculture di Robert Morris e David Smith. «Untitled (negro sunshine»), 2005, un’opera di neon di Glenn Ligon, sarà appesa alla finestra del quinto piano, visibile dalla strada. Il museo spera anche di presentare delle performance sul tetto di un vicino edificio. La proposta preliminare di collegare il museo con la passeggiata verde della vicina High Line è stata respinta dai funzionari del Whitney per «ragioni architettoniche e gestionali». Alcuni detrattori sostengono che il nuovo edificio ha troppo spazio per amenità come il ristorante, il caffè, un centro studi dedicato a opere su carta e un auditorium. Pur essendo molto più grande dell’edificio di Breuer, la nuova sede destina soltanto il 36% del suo spazio all’esposizione delle opere. Un portavoce spiega che questi servizi al pubblico «non sottraggono spazio alle gallerie» e che il teatro, in particolare, è «fondamentale per la mission del museo». Altri sono preoccupati dall’estetica dell’edificio. Dopo aver esaminato il progetto architettonico nel 2011, Justin Davidson, critico del «New York Magazine», ha definito il design in metallo e vetro «troppo leccato». De Salvo riconosce che sarà compito di artisti e curatori movimentare l’edificio. «Quando si ricerca la massima flessibilità si deve fare attenzione a non cadere nell’anonimato. Ma penso che sia stato raggiunto un buon equilibrio», dichiara.

Intanto il Metropolitan affitta «il Breuer»

Il Whitney è aperto alla possibilità di utilizzare un giorno entrambe le sedi a nord e nel centro città (il Metropolitan Museum prenderà in affitto la sede Breuer dal Whitney almeno fino al 2023). La campagna di fundraising da 760 milioni di dollari del museo, che comprende 225 milioni per la sua dotazione, fornisce una solida base per lavorare verso questo obiettivo. Il Whitney ha già raccolto il 99% di questa cifra da fonti pubbliche, fondazioni private e dalla vendita dei suoi uffici in Madison Avenue.


Julia Halperin, da Il Giornale dell'Arte numero 352, aprile 2015


Ricerca


GDA dicembre 2019

Vernissage dicembre 2019

Il Giornale delle Mostre online dicembre 2019

Vedere a ...
Vedere a Napoli 2019

Vedere in Sardegna 2019

Vedere a Torino 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012