Altro il contraffare, altro l’imitare

Fabrizio Lemme |

Il 17 dicembre 1971 la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana pubblicò la legge deliberata il 20 novembre precedente con il n. 1062, detta anche Legge Pieraccini dal nome del proponente più volte ministro, senatore, uomo di cultura e grande collezionista.
In virtù di tale legge (art. 3), la contraffazione di opere d’arte e beni culturali acquistò autonoma valenza di fatto di reato e si è radicata nella cultura giuridica nazionale, in quanto l’incriminazione è stata confermata con l’art. 128 del T.U. 490/99 e con l’art. 178 del D.lgs. 42/04 (Codice dei Beni Culturali), oggi vigente.
Il legislatore, come spesso accade, non definisce la condotta punibile di contraffazione; in tali casi la scienza penalistica afferma che la legge penale faccia riferimento alle cosiddette valutazioni sociali medie, ossia al «senso comune del diritto», linea guida essenziale dell’esperienza giuridica, sì da
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