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Eretici e Profeti: conversazioni con italiani pericolosi

Gian Antonio Stella

La mafia ha bisogno di bruttezza

«Per risanare questo Paese eticamente bisogna farlo anche esteticamente. Ma Renzi, che pure è stato sindaco di Firenze, tra i suoi mille progetti annunciati, si è dimenticato della cultura»

Gian Antonio Stella

La casta, ovvero l’intoccabilità dei politici italiani, e poi La deriva, ossia il degrado e il declino del nostro Paese: sono due dei libri che Gian Antonio Stella (1953), giornalista e scrittore, ha scritto con Sergio Rizzo, suo collega al «Corriere della Sera». Il successo ottenuto dai due titoli (il primo ha superato 1,3 milioni di copie vendute) la dice lunga sulla dolente attualità dei temi trattati. «Vernissage» li ha fatti nuovamente collaborare, questa volta in veste, rispettivamente, di intervistato e di intervistatore.
Sul «Corriere» hai scritto che «l’idea del bello, quasi incorporata nei nostri nonni», è stata smontata pezzo per pezzo. Chi è stato?
I colpevoli sono tanti. Forse troppi, per elencarli tutti. Ha ragione Settis: è difficile trovare una cosa che abbia più di settant’anni che sia davvero brutta ed è difficile trovarne una che abbia meno di settant’anni e sia davvero bella. Chiunque abbia dato il suo contributo a questo dilagare della bruttezza non dovrebbe passarla liscia.
Cioè?
Su certi edifici particolarmente brutti bisognerebbe mettere delle targhe ricordo.
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Sergio Rizzo, da Il Giornale dell'Arte numero 350, febbraio 2015


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