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Vernissage

Manchester

Tutto il bene del grafene

Il materiale isolato dal Premio Nobel Novoselov nelle nuove opere di Cornelia Parker: nel suo lavoro violenza e rinascita convivono, come in Beckett, fra dramma e tragicommedia

«Breathless» (2001). © Susan and Greg Bryant

Cornelia Parker (Cheshire, Gran Bretagna 1956) è nota per la sua capacità di trasformare oggetti familiari quotidiani in forme inconsuete, spesso con grande enfasi, come le pallottole lavorate fino a diventare fili metallici, gli esplosivi usati per fare disegni, gli oggetti in ottone appiattiti con un rullo compressore a vapore o, nel 1991, «Cold Dark Matter», frammenti di una casetta da giardino fatta esplodere, disposti come una costellazione che ruota intorno a una lampadina, creando incredibili giochi di luce. Quest’opera appartiene alla Tate ed è esposta dal 14 febbraio al 31 maggio nella mostra dedicata all’artista per la riapertura della Whitworth Art Gallery di Manchester, accanto a nuove commissioni realizzate con il tessuto rosso utilizzato per i papaveri commemorativi e il grafene, il nuovo, rivoluzionario materiale elaborato a Manchester. La Parker, una di tre figlie di padre inglese e madre tedesca, fino ai 14 anni è vissuta in un cottage in stile Tudor, in una piccola proprietà terriera del Cheshire dove, ogni giorno dopo la scuola, lavorava con il padre nei campi e si occupava del bestiame.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Louisa Buck, da Il Giornale dell'Arte numero 350, febbraio 2015


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