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Archeologia

Mirabilia archeologiche siciliane in mostra ad Amsterdam. Ma la Regione non c'è

L'Allard Pierson Museum ad Amsterdam

Amsterdam. Sembrerebbe che ci sia una linea di continuità e coerenza nella politica siciliana per la promozione del suo patrimonio, sia sullo scenario nazionale sia a livello internazionale. Salvo scoprire che è di segno negativo.
Alla sorprendente atarassia, infatti, verso l’infelice pagliacciata di quello che per misericordia ci rifiutiamo di definire allestimento degli acroliti di Morgantina all’Expo, ai cui piedi si distende un «campo minato» di vasi monocromi antropomorfi di Caltagirone che, in una ricercata opposizione binaria dei colori, dovrebbero richiamare il candore dei volti delle dee, così come le spighe che vi «fioriscono» i teli ruvidi funzionali a suggerire la loro corporeità (e con questi esiti, più che mettere in piedi la commissione Franceschini per valutare, negativamente per fortuna, la trasportabilità dei Bronzi di Riace, prioritario sarebbe stato vagliare le garanzie di decoro riservate alle opere volate in quel di Milano), segue la sordità delle istituzioni regionali ai reiterati inviti del soprintendente del Mare, Sebastiano Tusa, a sostenere la promozione della mostra «Mirabilia Maris/Sicily and the Sea» ad Amsterdam.
Inaugurata oggi (fino al 17 aprile 2016) presso l’Allard Pierson Museum, dedicata alle testimonianze storico-archeologiche subacquee provenienti dai fondali siciliani dalla preistoria fino alle epoche più recenti, la mostra nasce come percorso espositivo itinerante in collaborazione con il museo dell’Università di Amsterdam, e la partecipazione di istituzioni quali l’Ashmolean Museum di Oxford e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

Al fine di valorizzare e promuovere quanto recuperato in Sicilia, si offre per la prima volta al pubblico una visione d’insieme più esaustiva dell’intensità degli scambi culturali, dei traffici commerciali nel Mediterraneo, aventi come protagonista l’isola, che per la sua posizione fin dalla preistoria è stata il baricentro della navigazione mediterranea, sia al fine di pacifici scambi, sia per operazioni militari di conquista ed espansione da parte di popolazioni diverse.

La mostra ripercorrerà 2.500 anni di storia della Sicilia fino al XVI secolo, evidenziando anche il difficile lavoro degli archeologi subacquei e i nuovissimi mezzi di indagine e prelievo in alto fondale offerti dalla tecnologia a supporto della ricerca per mare.
Ideata dalla Soprintendenza del Mare e allestita interamente a spese del museo di Amsterdam, prevede varie sezioni, che mettono insieme reperti subacquei, modellistica navale e pannelli relativi alla storia della Sicilia, attraverso i quali si illustreranno sia le ultime scoperte della Soprintendenza del Mare, sia quelle più antiche dei primordi dell’archeologia subacquea siciliana (Frost, Kapitaen ecc.) con filmati storici, videoinstallazioni, ricostruzioni virtuali dei siti e relitti. Saranno predisposti inoltre «hands-on activities» per illustrare didatticamente i metodi e le tecniche dell’archeologia subacquea e il lavoro dell’archeologo sui reperti.

Il soprintendente, quindi, ritiene che nonostante l’evento sia una vetrina di eccezionale rilievo per l’isola, anche come espressione di un’eccellenza culturale per gli ottimi risultati raggiunti dall’attività di tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso,  e malgrado i molti solleciti agli enti competenti non ci sia stato nessun riscontro: «Stiamo perdendo, afferma Tusa, una opportunità di promozione turistica ed economica. Ho ripetutamente inviato note informative su questo evento, nonché intrattenuto colloqui con responsabili regionali del turismo e delle attività produttive circa l’opportunità che ci si offre (senza alcun onere per la nostra Amministrazione) al fine di garantire sia una presenza istituzionale in occasione dell’inaugurazione, sia per organizzare eventi collaterali finalizzati alla promozione del prodotto Sicilia in una delle città più importanti e vivaci al mondo. Con estrema amarezza devo dire che il silenzio delle istituzioni regionali è stato assordante e di ciò mi rammarico sia come responsabile di un’istituzione che, come riconosciuto ormai al livello nazionale ed internazionale, ha dato estremo lustro alla Sicilia, sia come cittadino che vede sprecata un’altra occasione importante di promozione della nostra terra. Mi auguro che per la prossima tappa della mostra, ad aprile 2016, presso uno dei più prestigiosi musei al mondo, l’Ashmolean di Oxford, ci sia una sensibilità diversa, e positiva».

Silvia Mazza, edizione online, 8 ottobre 2015


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