Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Antiquari

Modena

«Non siamo collusi con il malaffare: l’Italia è arretrata»

Il presidente dei librai antiquari Fabrizio Govi lancia un grido d’allarme per la sua categoria, schiacciata tra l’incudine di una normativa italiana miope e svantaggiosa e il martello di una prassi inquirente inefficace e vana

Fabrizio Govi tra i libri antichi della sua galleria a Modena

Modena. Un maremoto ha sconquassato il commercio dei libri antichi: il saccheggio di duemila volumi dalla biblioteca napoletana dei Girolamini per il quale l’ex direttore, Marino Massimo De Caro, si è guadagnato sette anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici confermati in appello nel maggio 2014. De Caro, consulente di Giancarlo Galan quando era ministro dell’Agricoltura e poi ai Beni culturali, ha agguantato la guida della storica biblioteca nel 2011 mantenendola con Lorenzo Ornaghi. Arrestato nel maggio 2012, ha poi ammesso di aver sgraffignato volumi anche da altri templi del sapere. Ma l’argine alzato dalle autorità contro i furti ha indotto l’Associazione librai antiquari d’Italia a pubblicare un documento a questo indirizzo web: http://www.alai.it/ita/article/1489-appello_per_la_salvaguardia_del_libro_antico.html. Un appello scritto perché, spiega il presidente dell’Alai Fabrizio Govi, titolare di una stimata libreria a Modena, è finita sotto torchio un’intera categoria con una strategia, a suo parere, «inefficace».
Dottor Govi, lei ha conosciuto De Caro prima dello scandalo dei Girolamini?
Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila comincia l’attività di libraio. Lui entra, in quanto socio di una libreria argentina con filiale a Verona, nella nostra associazione per brevissimo tempo come affiliato straniero. Successivamente è emerso come, intorno al 2005-2006, abbia prodotto una copia con firma autografa di Galileo del Sidereus Nuncius (1610), vendendolo a una libreria di New York che fa esaminare il volume: dapprima gli studiosi, in buona fede, la giudicano la primissima stampa, poi un falso integrale. Nel 2011 De Caro, presentandosi come consigliere ministeriale, chiede di entrare in anticipo ad Artelibro di Bologna con cui lavoriamo. Sia io, sia l’organizzazione della fiera rispondiamo di no; fa telefonate furibonde, si presenta all’apertura (è stata l’unica occasione in cui l’ho incontrato) e il giorno seguente vengono i Carabinieri che, in dieci anni, non si sono mai visti. Poco prima dell’arresto sospetti su di lui sono emersi a un’asta a Monaco di Baviera con molti libri, stampati a Napoli o scientifici e rari, poi ritirati. Ne parlo con l’allora generale del Nucleo per la Tutela del patrimonio artistico dell’Arma che mi sembra già informato. Ma c’è un aspetto che trovo sconcertante.
Che cosa trova sconcertante?
De Caro, condannato in primo e secondo grado, è a casa, ha accesso a internet, ha persino rilasciato interviste. E nell’estate del 2014 due gravi episodi ci portano al nocciolo del problema.
Di quali episodi parla?
De Caro indica ai Carabinieri che l’asta di giugno a Roma della Bloomsbury Auctions avrebbe libri da lui rubati. Gli inquirenti trovano che un 10-15% dei titoli corrisponde, cosa possibilissima perché i libri sono multipli e non opere uniche, e sequestrano tutto. Due esperti nominati da noi escludono ci siano volumi riconducibili a una biblioteca pubblica. Due esperte del Ministero per i Beni culturali procedono con grande lentezza. Dopo aver tenuto sotto sequestro 900 libri per quattro mesi, le autorità li restituiscono tutti, tranne tre, del valore complessivo di 150 euro. È come se, per cercare una Bmw nera, le sequestrassero tutte. L’altro episodio è l’arresto di un nostro collega danese per una mail in cui De Caro avverte che un libro da lui trafugato allo Ximeniano di Firenze è in vendita a Londra. Non è quello rubato, accusa infondata. Da qui nasce l’appello: questo modo di procedere è inefficace e mosso dal pregiudizio che considera tutti i librai antiquari come collusi. Le autorità hanno ignorato i nostri sforzi per fornire aiuto. Invece occorre collaborazione e pubblicare l’elenco dei libri rubati.
Il nucleo dei Carabinieri contro i furti di opere d’arte e di reperti archeologici ha dimostrato serietà, non volontà di perseguitare.
Vero, però le autorità non hanno capito che i libri non sono pezzi unici come un quadro o un reperto archeologico: possono circolare dieci copie con dieci prezzi e caratteristiche diverse. Loro guardano che cosa c’è in vendita su internet, sequestrano il libro e molto spesso finisce che lo restituiscono al libraio. Non ci sentiamo più garantiti dallo Stato, i furti sono all’ordine del giorno e quasi sempre avvengono dall’interno. Com’è possibile che De Caro sia uscito dalla Biblioteca di Montecassino, solo per citarne una, con vari grossi tomi senza che nessuno abbia visto nulla?
Ma con un personaggio simile qualche libraio non ha sbagliato? Non sapeva niente?
Penso che alcuni abbiano peccato di leggerezza. Pagandola. In qualche caso credo ci sia stata faciloneria per un’eccessiva deferenza verso il suo ruolo politico. Molti lo temevano.
Il saccheggio è venuto a galla nella primavera del 2012 grazie a due bibliotecari della Girolamini.
Grazie a loro e per l’ingordigia di De Caro: se avesse rubato dieci volumi all’anno non se ne sarebbe probabilmente accorto nessuno. A quell’asta di Monaco i libri sono stati ritirati, circolavano già voci prima dell’asta, poi confermate dal suo arresto. Il sistema in un certo modo ha reagito. Non sminuisco la responsabilità di qualche libraio, ma non è la stessa di chi ha fatto la nomina: il pesce puzza dalla testa. E uno come lui ha agito così perché lo permette la selva di leggi in cui viviamo. Talvolta paradossali: portare all’estero qualsiasi libro di oltre 50 anni, anche di una comunissima collana editoriale, senza permesso di esportazione è reato, ma i venditori privati su eBay non sanno nemmeno che cosa sia quel permesso. Noi proponiamo una soglia di valore, anche bassa, ma al ministero è tabù, dicono che tutto è di interesse culturale, pensano di fare del bene, in realtà fanno del male. Troppi lacci e laccioli imbrigliano solo gli onesti, non i disonesti. Invece di 150 leggi inapplicabili facciamone cinque applicabili e chi sbaglia paghi sul serio.
Ha citato eBay: quanto incide sul vostro mercato?
Con il boom della new economy molti valori si erano gonfiati, ma ora i prezzi sono crollati dal 30 al 50% e un numero enorme di libri resta invenduto. Trovo la concorrenza occasionale dei privati su eBay legittima, non quella di chi fa il commerciante occulto. Inoltre servono almeno tre settimane per il permesso di esportazione. Tempi inconciliabili con internet: un acquirente straniero vuole che il libro venga spedito subito, non capisce perché deve aspettare e rinuncia, soprattutto per cose di poco valore.




Stefano Miliani , da Il Giornale dell'Arte numero 349, gennaio 2015


Ricerca


GDA maggio 2019

Vernissage maggio 2019

Il Giornale delle Mostre online maggio 2019

Speciale AMART 2019

Guida alla Biennale di Venezia maggio 2019

RA Fotografia 2019

Vedere a ...
Vedere a Venezia maggio 2019

Vedere a Milano aprile 2019

Focus on Design

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012