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Nell’Art City

Bologna. Dal 23 al 25 gennaio si tiene la terza edizione di «Art City Musei, mostre, luoghi d’arte Bologna», una rassegna organizzata in collaborazione tra Comune e BolognaFiere che affianca ArteFiera proponendo un «museo diffuso» nell’intero contesto urbano. Gianfranco Maraniello, direttore Istituzione Bologna Musei e coordinatore di Art City, indica nel dialogo fra antico e contemporaneo il fil rouge dell’iniziativa, a partire da «Morandi e l’Antico», nuovo allestimento del Museo Morandi al MAMbo (fino al 3 maggio), con le opere morandiane relazionate a capolavori del passato, da Vitale da Bologna a Rembrandt. Ancora al MAMbo, fino al 19 aprile sono allestite due monografiche, «Lawrence Carroll. Ghost House» e «Franco Guerzoni. Archeologie senza restauro». A Casa Morandi, dal 20 gennaio al 22 marzo, è visitabile «Ada Duker. Imprevedibili nature morte», a cura di Alessia Masi, interpretazione fotografica che rende visibile l’invisibile di una realtà architettonica. Al Museo Civico Medievale è invece offerta una rilettura critica della ricerca dell’artista faentino Carlo Zauli nell’installazione di sculture in ceramica «Le Zolle». Dal 21 gennaio è la volta di una speciale anticipazione della mostra «Da Cimabue a Morandi» (a cura di Vittorio Sgarbi, dal 14 febbraio a Palazzo Fava Genus Bononiae) che presenta in Santa Maria della Vita accanto al celebre «Compianto sul Cristo Morto» di Niccolò dell’Arca un’altra opera dello stesso autore, il «San Domenico» (collezione Cavallini Sgarbi). Alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, dal 18 gennaio al primo marzo, è di scena la mostra «Oggetti su piano», a cura di Antonio Grulli, con le opere di artisti di ultima generazione in area bolognese a indagare il linguaggio pittorico dell’«oggetto». «Manifesto Anatomico», «mostra-organismo» di Sissi, propone invece (nelle diverse sedi delle Collezioni Comunali d’Arte, del Museo Civico Archeologico, della Biblioteca dell’Archiginnasio e del Museo di Palazzo Poggi) le stratificazioni nel patrimonio storico-artistico bolognese in un personale concetto di «anatomia parallela». Incentrata sul confronto con Bologna e la sua iconografia storica e artistica è infine «ON» 2014/2015, a cura di Martina Angelotti, con Luca Vitone e Alexandra Pirici & Manuel Pelmus nella mostra «Do Elephants Ever Forget?» che unisce, in un unico contesto, due approcci, due linguaggi e due idee di memoria e di preservazione. Il programma completo disponibile su: www.agenda.comune.bologna.it/cultura/; www.artefiera.bolognafiere.it

G.P.M., da Il Giornale dell'Arte numero 349, gennaio 2015


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