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È tornato Ciam il multiforme

Dal 14 al 30 gennaio Sotheby’s apre Palazzo Broggi a una mostra culturale sul lavoro di Giorgio Ciam, fotografo e artista che dalla fine degli anni Sessanta alla morte, avvenuta nel 1996 a 55 anni, si è mosso nell’ambito della ricerca concettuale e comportamentale, entrando nella Body art e anticipando molti temi della postmodernità. Benché fosse rappresentato da gallerie di prim’ordine e le sue opere fossero entrate in collezioni internazionali, Ciam ha subito gli effetti di una smemoratezza critica di cui questa mostra, curata da Elena Re, direttore dell’Archivio Ciam, intende risarcirlo. Al centro del suo lavoro l’indagine sulla propria identità. Con il mosso fotografico e poi, in «postproduzione», con i mezzi di allora (abrasioni, interventi grafici o pittorici) Ciam modifica le proprie fattezze trasformandosi in altro da sé, in un’entità sfuggente (nella foto, «Allo specchio», 1977). Con gli stessi fini si avvale della performance, della scultura, dell’installazione, dando vita a una produzione multiforme e complessa.

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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Ad. M. , da Il Giornale dell'Arte numero 349, gennaio 2015

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