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Quei 40 anni nei quali è cambiato quasi tutto

Grande operazione del MoMA sulla collezione Thomas Walther che, data la sua straordinarietà, è stata esposta, catalogata e messa in rete

Max Burchartz, «Lotte (Eye)», 1928

New York. S’intitola «Fotografie moderniste dalla collezione Thomas Walther, 1909-1949» la mostra con la quale fino al 19 aprile il Museum of Modern Art di New York espone per la prima volta la quasi totalità della collezione Walther, che conta 341 fotografie acquisite dal museo nel 2001. Realizzate tra le due guerre mondiali, le opere seguono lo sviluppo del Modernismo europeo e statunitense, muovendosi tra astrazione e figuratività, avanguardia e immagini per la stampa, grandi autori e nomi poco noti. «Il valore della collezione, scrive il direttore Glenn D. Lowry, risiede non solo nell’eccezionale qualità delle fotografie, ma anche nella loro importanza; ci sono esempi straordinari dell’avanguardia europea degli anni Venti e Trenta, lavori sinonimo di libertà artistica». Sono decenni cruciali in cui la fotografia si scrolla di dosso le convenzioni accademiche e la soggezione per la pittura, esplora nuove tecniche di ripresa e di stampa, si sente in diritto di manipolare le immagini e di riprendere il movimento, «di fotografare ogni cosa da ogni punto di vista».
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Chiara Coronelli, da Il Giornale dell'Arte numero 349, gennaio 2015

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