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Tutto quello che si deve sapere del crowdfunding nei beni culturali

Crowdfunding: così si fa la colletta culturale

Su Internet, musei, artisti e imprese raccolgono fondi per progetti culturali presso il pubblico, che può anche sottoscrivere quote di capitale di start up innovative in ambito sociale, culturale e turistico. Ecco il corretto inquadramento giuridico e fiscale

Uno dei primi casi internazionali, di gran successo: «Le Tre Grazie»  di Lucas Cranach il Vecchio, acquistate dal Louvre nel 2011

Torino. Nell’attuale contesto caratterizzato da una sempre maggiore scarsità di fondi pubblici da destinare al settore culturale, tra i diversi strumenti alternativi di finanziamento acquista rilievo anche in Italia il fenomeno del crowdfunding (letteralmente «finanziamento della folla») che consente la raccolta di fondi presso il pubblico, generalmente attraverso portali web, per la realizzazione di progetti e iniziative culturali o per l’investimento in start up innovative attive nel settore.
Il fenomeno si inserisce nell’ambito della cosiddetta rivoluzione web 2.0, caratterizzata dallo sviluppo della rete in una dimensione sociale e democratica in cui i singoli cessano di essere meri utenti dei servizi offerti e assumono un ruolo sempre più attivo, offrendo contenuti e partecipando a progetti condivisi. Il crowdfunding consente l’incontro fra la domanda di finanziamento dei progetti promossi da enti o imprese e l’offerta dei crowdfunder, ai quali può essere riservata ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Emiliano Rossi, da Il Giornale dell'Arte numero 349, gennaio 2015

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