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È tutta nera l’icona dell’apostolo dei colori sgargianti

Un’indigeribile mostra alla Tate tributa un omaggio a Malevic, maestro del Suprematismo ma per poco

«Quadrato nero», esposto per la prima volta nel 2015.

Per una volta, quella frase da cliché «icona modernista» non è soltanto appropriata, ma anche letteralmente corretta. Kazimir Malevic espose «Quadrato Nero» in una mostra collettiva tenutasi a Pietrogrado (San Pietroburgo) nel 1915. Sebbene ci fossero molte altre sue opere esposte, quella che tutti ricordano è il quadrato nero nella cornice bianca appeso in alto in un angolo della sala, un posto normalmente riservato alle icone sacre nelle chiese ortodosse. «Quadrato Nero» è anche uno dei più importanti dipinti del XX secolo, la brutale semplicità della sua astrazione geometrica è la quintessenza del Suprematismo, il movimento artistico che Malevic fece conoscere al mondo. Nella retrospettiva della Tate Modern sulla carriera dell’artista, non solo è possibile ammirare l’originale «Quadrato Nero» ma, con un coup de théâtre curatoriale, esso è appeso in alto in un angolo di un allestimento che riproduce quello originario della mostra del 1915, in cui l’opera era esposta insieme ad altri nove dipinti dell’artista.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Richard Dorment , da Il Giornale dell'Arte numero 345, settembre 2014


  • Autoritratto di Malevic degli anni 1908-10

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