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Opinioni & Documenti

Il criptico d'arte

Per Marina l'assoluto è «niente»

La Abramovic impiegata dell'esistenza alla Serpentine

Marina Abramovic durante la performance «Nothing» alla Serpentine Gallery di Londra . © 2014 by Marco Anelli

Non contenta di aver esibito le grazie (?) di Lady Gaga nuda tra prati e boschi in un video in cui non capisci se sia una dimostrazione del suo osannato «Method» o la parodia di un vecchio film di Gloria Guida, Marina Abramovic ha partorito l’idea definitiva, la cosa che nella sua testa più si avvicina all’assoluto. La pensatona è quella di proporre e ammannire ai visitatori della Serpentine di Londra la performance «Nothing». Ovvero, 65 giorni in cui per otto ore al giorno, sei giorni la settimana, la nostra se ne sta lì con il pubblico a non fare rigorosamente una cippa. Lei la spiega così: «This is what I want to do: nothing... There’s nothing. There’s no work, just me, and the public is my live material, and that’s the most radical, the most pure I can do».
Quanto sia puro e radicale non so bene, ma so che già nella celebrata «The Artist is Present» non è che succedesse granché: lei guardava uno che guardava lei, entrambi seduti, ad libitum.
Qui lei sta lì, otto ore al dì, da vera ...
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Flaminio Gualdoni , da Il Giornale dell'Arte numero 344, luglio 2014


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