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Basilea

Dal 1914 è tutto (ready) made in Duchamp

Courtesy of Galerie Marcel Haas

Cent’anni fa Marcel Duchamp inventava il ready made e ancora oggi Art Basel risente della sua influenza. Tra i riferimenti più espliciti, «Duchamp Porte Bouteilles», 1993, di Elaine Sturtevant, appeso al soffitto nello stand della Galerie Hans Mayer. L’opera, venduta a un collezionista privato a 60mila euro, è una copia del primo ready made, lo scolabottiglie (1914) che Duchamp comprò in un magazzino di Parigi. «Ngorongoro» (2013, nella foto), di John Isaacs, cita invece «Fontana» del 1917, il famoso orinatoio firmato con il nome di fantasia R. Mutt e presentato (senza successo) alla Society of Independent Artists di New York. L’opera in ceramica multicolore di Isaacs era proposta a 34mila euro da Michael Haas. C’era un tocco duchampiano anche nell’opera dello scomparso artista francese Philippe Thomas, che a fine anni Ottanta ha creato una società di pubbliche relazioni chiamata Readymades Belong to Everyone, nella Cable Gallery di New York, dove scattava fotografie che i collezionisti firmavano.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Charlotte Burns, da Il Giornale dell'Arte numero 344, luglio 2014


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