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Restauro

La cappella adottata da tre famiglie

Roma. La basilica di San Giovanni dei Fiorentini, in testa a via Giulia, inizia la sua lunga e travagliata storia ai primi del ’500 ma, nonostante i grandiosi progetti di Bramante, Sansovino e perfino Michelangelo, prende forma solo a fine secolo quando avviene anche l’affidamento ai privati delle cappelle da decorare. La cappella Benozzi è una delle più antiche, spiega Lucia Calzona del Polo Museale Romano che ne ha diretto i restauri avviati nell’ottobre 2011. La volta, con affreschi e stucchi (nella foto), è affidata a Antonio Tempesta, come testimonia un disegno-progetto autografo. A ridosso del ’600, Lorenzo e Antonio Benozzi dedicano la cappella ai loro santi omonimi, il Tempesta ritrae le storie di san Lorenzo (gloria, martirio, incontro con il papa e, nel sottarco, cessione delle ricchezze ai poveri), mentre a sant’Antonio abate è riservata la pala d’altare, firmata da Agostino Ciampelli nel 1612, quando il patronato era già diventato Cresci. Le due tele laterali sono invece di metà Seicento, di Giovanni ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 344, luglio 2014


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