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Aquisgrana

Pater Europae et Imperator Romanorum

A 1.200 anni dalla morte una mostra in tre sedi celebra Carlo Magno. Papa Wojtyla lo apprezzava molto, ma Jacques Le Goff lo accostò a Hitler

La grandezza di Carlo Magno (742-814), di cui ricorrono quest’anno i 1.200 anni della morte, fu celebrata già durante la sua vita ma soprattutto a partire dall’Ottocento. Molti hanno visto in lui l’antenato dell’Unione europea. Papa Giovanni Paolo II lo ha soprannominato Pater Europae, il padre dell’Europa, e la rubrica settimanale dell’«Economist» dedicata alle notizie europee si intitola «Charlemagne». Altri dissentono con forza: lo storico francese marxista Jacques Le Goff, recentemente scomparso, sosteneva che si potesse tracciare una linea diretta tra Carlo Magno, Napoleone e Hitler, mentre Heinrich Heine e Himmler tessero le lodi del nemico dell’imperatore, il revivalista pagano sassone Wedekind, deciso a distruggere il dilagare della cristianizzazione da lui operata. Certamente la conquista fu uno degli aspetti distintivi di Carlo Magno: eccezionale capo militare della potente armata dei Franchi, fu costantemente in guerra dal 770 alla morte, conquistando i Sassoni e i Bavaresi a est, i Lombardi nell’Italia del Nord, fermando l’avanzata islamica dalla Spagna e respingendo gli Avari in Ungheria.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Donald Lee, da Il Giornale dell'Arte numero 343, giugno 2014


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