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Mostre

Washington

Mary Cassatt, ossia l’anima eccentrica di Degas

Mary Cassatt, «Ragazza che si acconcia i capelli», Washington, National Gallery of Art

Washington. La pittrice americana Mary Cassatt (1844-1926) non era ancora un’impressionista quando si stabilì a Parigi nel giugno del 1874, ma a quel tempo quasi nessuno lo era. Solo trenta artisti parteciparono alla prima mostra impressionista, che si chiuse il 15 maggio di quell’anno. Il suo primo avvicinamento al movimento risale al 1875, quando si imbatté in un gruppo di pastelli di Edgar Degas nella vetrina di un negozio su boulevard Haussmann. «Andavo spesso davanti al negozio e incollavo il naso al vetro per assorbire quanto più possibile della sua arte, disse più tardi. Mi cambiò la vita». Anche lei avrebbe cambiato quella dell’artista. Nella primavera del 1874, incoraggiato da un amico comune, Degas vide un quadro di Mary, «Ida» e notò che «C’è qualcosa che ricorda quello che faccio». Si incontrarono nel 1877 e lavorarono insieme per i successivi due anni. Ma il percorso dell’ispirazione è difficile da rintracciare, come spiega Kimberly Jones, curatrice della mostra «Degas/Cassatt», aperta dall’11 maggio al 5 ottobre alla National Gallery of Art di Washington. «Abbiamo sempre saputo che c’era un’interazione, ma non ne avevamo prove, come una corrispondenza epistolare ad esempio. L’unica testimonianza visibile è l’arte stessa».
Ispirandosi a vicenda, i due artisti utilizzarono strumenti e tecniche non convenzionali come la pittura metallica, la tempera e il cimurro, spesso nascondendo intenzionalmente una tecnica dietro l’altra. Dipinsero pastelli che sembravano oli, oli che sembravano acquerelli. In «Ragazza in poltrona blu», dipinta da Mary Cassatt nel 1878, «ci sono zone nelle quali il quadro sembra opaco, ma è un olio, spiega la curatrice. Non abbiamo ancora capito bene come abbia fatto». La Cassatt disorientava anche i suoi contemporanei. Nel 1879, su invito di Degas, prese parte alla quarta mostra impressionista. In una recensione su una rivista americana, un giornalista scrisse: «si sforza di apparire più eccentrica di quanto non sia realmente». Le sue eccentricità hanno appena iniziato a venire alla luce. «Nessuno pensa a lei come a un’artista sperimentale, afferma la Jones. È una pittrice di madri e bambini, questo è quello che vede la gente». Con l’aiuto dei conservatori, la Jones ha scavato più in profondità, scoprendo una Cassatt più radicale, che ebbe un impatto diretto su Degas. E il suo lavoro è appena all’inizio: «Stiamo ancora aspettando l’arrivo di alcune opere. Quando le vedremo di persona forse troveremo altre risposte».

Pac Pobric, da Il Giornale dell'Arte numero 342, maggio 2014


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