Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Mostre

Roma

L'universale in uno particolare

Proseguono ai Musei Capitolini le celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Michelangelo

Michelangelo, «Madonna della Scala», 1490 ca, Firenze, Casa Buonarroti

Roma. «Il benignissimo Rettor del Cielo, scrive il Vasari nelle prime righe del testo conclusivo  delle sue celebri Vite, riservato a Buonarroti, veduta la vana infinità di tante fatiche, dispose mandare in terra uno spirito che universalmente in ciascheduna arte et in ogni professione fusse abile, acciò che il mondo lo eleggesse et ammirasse». Pittura, scultura, architettura e poesia, non c’è disciplina artistica che in Michelangelo (1475-1564) non dia risultati sublimi, una fusione irripetibile e inimitabile di genio e potenza, frutto anche di un’eccezionale intensità esistenziale e del mai domato contrasto tra uno scottante erotismo e una disperata tensione religiosa, come scrisse a suo tempo Giulio Carlo Argan. A 450 anni dalla morte nella sua casa romana vicino al Foro di Traiano, il 18 febbraio del 1564, pochi giorni prima del suo novantesimo compleanno, Roma lo ricorda con la mostra «1564-2014. Michelangelo. Incontrare un artista universale», dal 27 maggio al 14 settembre aiMusei Capitolini.
Prodotta e organizzata da Zètema e dall’Associazione MetaMorfosi, che da anni si occupa di promuovere e valorizzare uno dei maggiori patrimoni al mondo dedicati al genio toscano, quello della Casa Buonarroti di Firenze, la rassegna ne ripercorre l’opera attraverso nove sezioni dedicate alle quattro discipline da lui praticate e in cui raggiunse vette sublimi, per quanto come poeta, architetto e persino come pittore si considerasse soltanto un dilettante. A curarla è Cristina Acidini, soprintendente al Polo Museale Fiorentino, insieme agli storici dell’arte Elena Capretti e Sergio Risaliti. Certo alcune opere si sono già viste in altre mostre dedicate a Michelangelo organizzate in anni passati da MetaMorfosi sempre ai Musei Capitolini e con pezzi provenienti da Casa Buonarroti. Per esempio, lo studio a matita rossa per la testa di Leda, il nudo di schiena a penna e il nudo virile inginocchiato a matita nera, svariati schizzi e studi architettonici, tutti fogli tuttavia talmente eccezionali che vale assolutamente la pena rivedere, tra l’altro in un contesto espositivo differente. Accanto ci sono altri pezzi celebri come la Cleopatra, sempre da Casa Buonarroti, uno dei cosiddetti «presentation drawings», i rari fogli realizzati da Michelangelo per farne dono, in questo caso a Tommaso Cavalieri. Delle sculture arrivano di sicuro, sempre da Casa Buonarroti, il rilievo giovanile della «Madonna della Scala» (1490 ca) e il piccolo e tardo Crocifisso ligneo (1562), il contestato Crocifisso Gallino acquistato dallo Stato come opera di Michelangelo e da due anni esposto al Museo del Bargello, il Cristo Redentore di Bassano Romano proposto da Silvia Danesi Squarzina e Irene Baldriga come la prima versione, poi abbandonata, del Cristo di Santa Maria sopra Minerva.
E poi altri fogli straordinari dal British Museum di Londra, la «Caduta di Fetonte» dalle Gallerie dell’Accademia e uno studio di testa di Sibilla Cumana dalla Biblioteca Reale di Torino, opere dagli Uffizi, dai Musei Vaticani e dall’Albertina di Vienna.

Articoli correlati:
Michelangelo è un’icona

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 342, maggio 2014



GDA maggio giugno 2020

GDA408 maggio-giugno VERNISSAGE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELLE MOSTRE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELL

GDA408 maggio-giugno VEDERE IN ABRUZZO

GDA408 Inchiesta FAREMO COSÌ

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012