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Restauro

Roma

Sotto il ponteggio la griffe

Fendi sostiene il restauro della Fontana di Trevi e della Fontana dei Quattro Fiumi, Bulgari quello della Scalinata di Trinità dei Monti

Roma. Non solo Colosseo e Piramide Cestia, altri celebri monumenti della capitale si avviano a essere impacchettati e restaurati: la Fontana di Trevi e la Fontana dei Quattro Fiumi nel pacchetto Fendi for Fountains, che impegna la celebre griffe per 2,5 milioni di euro (divisi in 2,18 milioni per la prima e 320mila per la seconda), e la scalinata di Trinità dei Monti con Bulgari, che ha stanziato 1,5 milioni per festeggiare i 130 anni della sua maison di gioielli.
Per la Fontana di Trevi, Fendi ha garantito nessuna pubblicità, il restauro che avverrà in tre tranche a partire dalla porzione centrale sarà coperto da tessuti che riproducono il settore nascosto dai lavori e solo una targa finale ricorderà il gesto generoso, perché «è nostro dovere rendere omaggio alla città di Roma, che ci ha dato moltissimo ed è parte integrante del patrimonio creativo di Fendi». Le gare d’appalto sono già state vinte con un ribasso d’asta del 33% dall’associazione temporanea di imprese costituita da Conservazione beni culturali, Tecnicon srl e Ara snc di Claudia Camiz e Francesca Farachi. La data di avvio dei cantieri però, al solito, slitta e dalla Sovrintendenza capitolina non trapela nessuna certezza. Nel giugno 2012 aveva fatto scalpore il crollo di frammenti dal lato sinistro della decorazione sommitale (gli ultimi restauri risalgono al 1991 e al 2000). Dopo un intervento d’urgenza e uno screening completo, a gennaio 2013 fu firmato l’accordo tra Fendi e il Comune. Il restauro, che si spera parta entro l’estate, interverrà su tutta la facciata eliminando incrostazioni calcaree e aggressioni di tipo biologico e da inquinamento. Saranno messi in sicurezza gli impianti elettrico e idrico, adeguata l’illuminazione, potenziata la videosorveglianza e installati sistemi antipiccioni.
Risale invece allo scorso marzo la convenzione con Bulgari per i restauri di un altro simbolo di Roma, la Scalinata di Trinità dei Monti, su cui è dal 1995 che non si interviene. L’enorme quantità di turisti che la percorre ogni giorno non fa che accelerarne il degrado, rendendo ormai urgente un risanamento che, secondo gli esperti della Sovrintendenza, durerà due anni e anche qui procederà per settori.
Intanto il sindaco Marino il 30 marzo ha chiuso un accordo con la famiglia reale suadita e privati arabi per un fondo da dedicare ai restauri del patrimonio romano, in particolare quello archeologico, in sofferenza a causa delle sconquassate casse capitoline. È tutto da decidere, ma il dossier presentato dal primo cittadino comprende nove monumenti da salvare tra cui il Mausoleo di Augusto, che ha già un suo piano operativo di risanamento e rifunzionalizzazione, i prospetti di Palazzo delle Esposizioni, la cisterna delle Sette Sale, il criptoportico alle Terme di Traiano, il Ludus Magno, Palazzo Caffarelli con giardino e scavi. In cambio si offrono mostre di nostri capolavori, sul genere del Galata capitolino prestato per cento giorni alla National Gallery di Washington (in cambio di una scelta dalle sue collezioni).

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 342, maggio 2014



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