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Seicento

Nel teatro di Cavallino

Spinosa torna al suo «primo amore» cui aveva dedicato la tesi di laurea

L’entità del volume offre già una prima idea del lavoro che sta dietro alla monografia che Nicola Spinosa ha dedicato a Bernardo Cavallino: non propriamente un pamphlet, con a monte ben più degli ultimi tre anni, impiegati per la redazione dei saggi e delle circa 150 schede. C’è dietro la storia di una vita. Il titolo Grazia e tenerezza «in posa» accoglie il lettore in un contesto di familiarità e di affetto. È di grande intimità il legame dello studioso napoletano con l’artista che era nato e aveva vissuto e lavorato nella sua stessa Napoli. Spinosa ha l’umiltà, che è allo stesso tempo una dimostrazione di sicurezza, di denunciarlo apertamente: Cavallino è il suo «primo amore», il pittore a cui aveva dedicato la tesi di laurea nel 1964-65, su suggerimento di Raffaello Causa. Di Cavallino si era occupato quando lo stesso soprintendente Causa aveva accolto il progetto di Ann Percy e Ann T. Lurie per una mostra che viaggiò da Cleveland a Fort Worth per approdare alla Villa Pignatelli di Napoli, nel 1984-85.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Anna Orlando, da Il Giornale dell'Arte numero 342, maggio 2014



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