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Musei

La classifica dei musei in Italia e nel mondo nel 2013

Il Louvre ancora campione (ma si allontana dai 10 milioni)

Nella top ten, quattro volte Londra e due Parigi, insieme ai Vaticani, agli Usa e a Taipei; in Italia, quattro musei di Firenze e tre di Torino

Nel mondo

Il campione mondiale dell’anno concluso è il Louvre di Parigi: nel 2012 (anno record) vedeva il traguardo dei 10 milioni, nel 2013 si ferma a poco più di 9 milioni biglietti staccati (un calo netto di 400mila ingressi). Il museo parigino è rimasto al vertice della nostra classifica da quando abbiamo cominciato a compilarla, sette anni fa (allora era a quota 8,3 milioni). Grande balzo, al secondo posto, per il British Museum di Londra con 6,7 milioni di visitatori: oltre 1,2 milioni in più rispetto al 2012 che lo fanno scavalcare il Metropolitan Museum of Art di New York. Sono però entrambi in crescita: sia l’istituzione londinese, a libero accesso, sia il museo newyorkese, con biglietto d’ingresso a 25 dollari ma aiutato dall’apertura 7 giorni su 7 dallo scorso luglio. Londra sbaraglia ogni concorrenza nella top ten, con quattro musei (la grande rivale Parigi si ferma a due): British Museum (n. 2 nella classifica), National Gallery (n. 4, in salita, grazie a un’annata eccezionale anche senza mostre di grande richiamo), Natural History Museum (6) e Tate Modern (7, in forte discesa, anche a causa della chiusura dei Tanks per consentire il completamento dell’ampliamento e della conclusione delle Unilever Series alla Turbine Hall). Nel predominio europeo, tra i primi dieci musei internazionali, oltre a New York si insinuano soltanto Città del Vaticano (5, in salita dal 7mo posto), Taipei (8) e Washington (9).
A Madrid, il Prado (19) ha avuto un anno deludente, crollando da 3,1 e 2,3 milioni di visitatori, nonostante l’apertura prolungata al lunedì.  Ma il sole ha brillato sul vicino Reina Sofía (13): spinto dalla mostra di «Dalí», ha conquistato a 3,2 milioni di visitatori (2,5 milioni del 2012). Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha visto i suoi ingressi attestarsi di poco oltre i 3 milioni, dopo il calo dello scorso anno. 
Circa l’80% dei turisti internazionali in Olanda si limitano a visitare Amsterdam, una benedizione per i musei della città. Il Rijksmuseum ha riaperto in aprile dopo decennali lavori di ristrutturazione e in otto mesi ha superato i due milioni di ingressi, entrando direttamente tra i primi venti (il più alto nuovo ingresso in classifica). Anche il vicino Stedelijk Museum, inaugurato a fine settembre del 2012, entra nella nostra classifica con 700mila visitatori (85mo posto). Un nuovo museo, il MuCEM di Marsiglia (27), il museo di cultura europea che ha aperto lo scorso giugno, ha avuto un brillante avvio, con 1,8 milioni di visitatori nei primi sei mesi (aiutato dal fatto che la città è stata nel 2013 una delle capitali europee della cultura).
I nuovi musei tendono a registrare un leggero calo di visitatori dopo il loro anno inaugurale, ma il Museo Soumaya (56) di Città del Messico, il museo privato a ingresso gratuito del miliardario Carlos Slim, ha superato la soglia del milione di visitatori, in crescita da 833mila. Un buon auspicio per un’altra istituzione privata, il Museo Jumex, che ha aperto nelle vicinanze lo scorso novembre. Il suo fondatore, Eugenio López, è membro del consiglio del Museum of Contemporary Art di Los Angeles, che cala, invece, dai 248mila del 2012 ai 173mila del 2013 (mentre il vicino Lacma, 49mo, ha superato 1,2 milioni: cinque anni fa erano poco più della metà). Il Detroit Institute of Arts, che sotto la guida di Graham Beal continua la battaglia contro la vendita forzata di opere dalle sue collezioni a causa dell’indebitamento dell’amministrazione municipale, è uscito dalla classifica dei primi cento musei internazionali, a quota 594.267 visitatori (ma in crescita dai 429mila del 2011).

In Italia

Buone notizie, sul fronte dell’affluenza di pubblico, in alcuni dei 419 musei, monumenti e luoghi d’arte statali a cui fa da contraltare la crisi di presenze, in parte contingente ma in gran parte strutturale, di altri musei. Crescono alcune strutture, in particolare la Galleria degli Uffizi (prima in Italia, 26ma nel mondo: perde 3 posizioni) con il Corridoio Vasariano che fa da «volano» (oltre a siti monumentali come il Colosseo e Pompei) mentre sono in estrema difficoltà la Pinacoteca di Brera a Milano e la Reggia borbonica di Caserta (prima nella nuova classifica dedicata ai musei-residenze). Guadagnano posizioni in classifica anche il Museo Egizio di Torino (540.297 ingressi: nono, era 12mo), la Galleria Borghese di Roma (498.477 biglietti). Ma, appunto, la medaglia contrappone alla faccia positiva un’altra negativa: si tratta delle perdite di pubblico di alcuni importanti musei nazionali, dal Correr di Venezia (-200mila visitatori) fino a Brera (-6mila) passando per Caserta (-100mila). Rispetto allo scorso anno, qualcosa sembra muoversi sul fronte dei musei d’arte moderna e contemporanea, con la Peggy Guggenheim che scala quattro posizioni (ora è 15ma), il Museo del 900 di Milano ben 10, la Gam di Torino addirittura 37 (grazie soprattutto al blockbuster di «Renoir»). Salgono anche Fondation Pinault, MaXXI e Mart. A Roma, crolla il Macro, cala la Gnam; a Rivoli, il Castello scende al 71mo posto.
Un altro dato però emerge: stare insieme fa bene, l’aggregazione dà i suoi frutti. Lo dimostrano i dati delle istituzioni museali locali che hanno fatto sistema, organizzandosi in istituzioni e fondazioni (alle Soprintenze speciali dei quattro Poli Museali statali abbiamo dedicato un box qui sotto). Tra tutti spiccano i risultati degli 11 spazi raccolti nella Fondazione Musei Civici di Venezia (2,022 milioni complessivi) e dell’ente comunale Musei Civici Fiorentini (1,223 milioni, otto siti). Ottimi anche i dati della Fondazione Torino Musei (437mila per quattro musei) e della Fondazione Musei senesi (415mila ingressi in 43 musei del territorio). Chiude l’Istituzione Bologna Musei con 274mila ingressi in 11 sedi. Nella stessa città, il polo privato Genus Bononiae ha raccolto nelle otto sedi 334mila visitatori.
Ricerca condotta da Raffaella Roddolo e Toby Skeggs con la collaborazione di Shannon McNaught, Vanessa Saraceno e Victoria Stapley-Brown

Alessandro Martin con Stefano Luppi, Javier Pes, Emily Sharpe, da Il Giornale dell'Arte numero 342, maggio 2014



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