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Vernissage

Castel Gandolfo

Tra le aiuole dei papi il fantasma di Domiziano

È aperto al pubblico il Giardino Barberini nella residenza dove i pontefici trascorrono l’estate: oltre le magnolie e il Belvedere, le rovine e i tesori della gigantesca villa imperiale

«Pellegrini e turisti possono varcare la soglia delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per visitare il Giardino Barberini»: la decisione è stata presa con effetto immediato da papa Francesco, che nel suo primo anno di pontificato si è recato nella sede papale estiva in tre occasioni e sempre per una sola giornata: il 16 marzo del 2013 per far visita al papa emerito Benedetto XVI, il 14 luglio per la recita dell’Angelus, il 15 agosto per le celebrazioni dell’Assunzione. Riconosciute dai Patti Lateranensi del 1929 come zona extraterritoriale della Santa Sede, dall’epoca di Urbano VIII, quindi dal XVII secolo, le Ville costituiscono la residenza suburbana dei papi e sorgono in un’area di circa 55 ettari, situati sui Colli Albani. Non tutti sanno che dove oggi si estendono le Ville Pontificie di Castel Gandolfo sorgeva una delle costruzioni più famose dell’antichità: la grandiosa residenza di campagna dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.), che dal lago di Albano arrivava fino alla Via Appia. Le Ville Pontificie sorgono proprio sui resti della parte centrale di quella residenza, corrispondente sia all’antica città di Albalonga sia all’attuale Palazzo Pontificio.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Sandro Barbagallo, da Il Giornale dell'Arte numero 341, aprile 2014


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