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Londra

Arte povera, prezzi ricchi. Compratori selettivi

L’asta di febbraio dedicata da Christie’s all’Arte povera era di quelle da non perdere, sebbene questo mercato resti altamente selettivo. Le opere del movimento italiano degli anni ’60 e ’70, che impiegava comuni oggetti di uso quotidiano, sono sempre una merce molto desiderata (e apparentemente così concettuale che Christie’s non ha pubblicato le sue stime sul catalogo). Tutti i 109 lotti della vendita «Eyes Wide Open: An Italian Vision», l’11 febbraio, provenivano da una sola raccolta, assemblata in oltre un quarto di secolo da Nerio e Marina Fossati, collezionisti del Lago di Como. «La collezione è stata creata con amore e intelligenza», dice il mercante londinese Ben Brown. Ha fatto offerte per cinque opere di Alighiero Boetti, ma è stato costantemente superato da un collezionista italiano in sala, in seguito identificato nel produttore cinematografico Pietro Valsecchi. Questi ha comprato tre opere di Boetti, tra i quali il dittico del 1971 «Rosso Gilera 60 1232 - Rosso Guzzi 60 1305», venduto per 2,1 milioni di euro (stime 540-780mila euro).
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Me. G. , da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014



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