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Mostre

Londra

Siamo rovinati

Quando, nel 1928, il piano seminterrato della Tate si allagò, si disse che l’opera di John Martin «La distruzione di Pompei ed Ercolano» (1822) fosse «completamente rovinata». La tela è rimasta in quello stato fino a tre anni fa, quando i conservatori l’hanno restaurata grazie a una copia più piccola che l’artista aveva fatto di quella visione apocalittica, alle fotografie e a Photoshop. Il dipinto restaurato di Martin è una delle 100 opere storiche e contemporanee proposte in «Ruin Lust», che dal 4 marzo al 18 maggio ripercorre la passione degli artisti per la decadenza e la distruzione. Organizzata dal curatore ospite Brian Dillon insieme a Emma Chambers, curatore per l’arte inglese moderna, e ad Amy Concannon, assistente curatore di arte inglese (1790-1850) della Tate, la mostra attinge in gran parte alla collezione del museo, con alcuni prestiti. Le immagini delle rovine nell’arte e nella cultura popolare hanno raggiunto «un punto di saturazione», spiega Dillon, perciò limitare la scelta alla collezione della Tate è stata una decisione positiva.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Javier Pres, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014



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