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Francoforte

Troppo devoto per essere nazista

C'è anche il Nolde rimosso allo Stadel Museum

Emil Nolde. Photo Paul Senn (1901-1953); © GKS

Per la prima volta in 25 anni, dal 5 marzo al 15 giugno, l’ampia produzione di Emil Nolde, uno degli artisti più amati, prolifici e controversi dell’Espressionismo tedesco è al centro di una retrospettiva allo Städel Museum. Nato con il nome di Hans Emil Hansen nel piccolo villaggio danese di Nolde, vicino al confine tedesco Nolde passò dallo status di «artista più famoso e acquistato della Repubblica di Weimar» (nel corso degli anni Venti vendette un migliaio di  opere ai musei tedeschi) ad aver ben 47 opere presenti alla mostra di «Arte degenerata», organizzata dai nazisti nel 1937 e in questo periodo al centro di una rassegna alla Neue Galerie di New York. In quell’anno, più di mille sue opere furono confiscate dai nazisti e tra il 1938 e il 1945 Nolde fu messo al bando. Il suo monumentale ciclo biblico in nove parti, una pala d’altare dal titolo «La vita di Cristo» (1911-12) che accoglieva i visitatori nella prima sala della mostra nazista, è stato eccezionalmente concesso in prestito dalla Fondazione di Seebüll intitolata all’artista.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Ermanno Rivetti, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014



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