Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Mostre

New York

Il re pallido al Whitney Museum

Lo scrittore Wallace tra gli artisti della Biennale

Un elemento dell'installazione «Zero-Sum»(2011) presentata dall'artista Matthew Deleget all'attuale edizione della Whitney Biennial. Courtesy of the artist. © Matthew Deleget

I detrattori non hanno mai avuto la mano leggera con la Biennale del Whitney, che si apre dal 7 marzo al 25 maggio. Nel 1946, quando ancora la Whitney Biennial era un appuntamento annuale, Clement Greenberg iniziò così la sua recensione: «Non è peggio dell’anno scorso, il che è già un passo in avanti, visto che negli ultimi tempi ogni edizione è stata peggiore di quella prima». Una quarantina d’anni dopo, nel 1985, il caustico collega di Greenberg, Robert Hughes definiva il lavoro degli artisti più giovani esposti alla Biennale «chiassoso e del tutto inespressivo, ottimo solo nell’arrivismo».
Nell’edizione del 1993, ostentatamente politica, compariva un’opera di Daniel Joseph Martinez; l’artista consegnava dei cartellini ai visitatori con la scritta: «I can’t imagine ever wanting to be white» (non riesco nemmeno a immaginare di voler essere bianco). Quell’anno su «New York Times», il critico Michael Kimmelman scrisse: «Immagino che molti, come me, abbiano lasciato la Biennale avviliti da tanta boria».
E anche questa edizione ha i suoi detrattori ancor prima dell’apertura.
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Pac Pobric, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014



GDA409 Luglio-Agosto 2020

GDA409 Vernissage Luglio-Agosto 2020

GDA409 Il Giornale di Economia Luglio-Agosto 2020

GDA409 Il Giornale delle Mostre Luglio-Agosto 2020

GDA409 Vedere in Emilia Romagna Luglio-Agosto 2020

GDA409 Vedere nelle Marche Luglio-Agosto 2020

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012