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Archeologia

Ercolano

Il verde contro il degrado

Quasi 6 milioni di euro, 3 da Packard, per ampliare il parco a ridosso degli scavi

Ercolano (Na). Una «zona cuscinetto» (buffer zone) per recuperare dal degrado e valorizzare l’area contigua a quella scavata da Amedeo Maiuri, a Ercolano, ottant’anni fa. La prima tappa del progetto che porta la firma di Packard punta all’ampliamento del parco archeologico tra vico Mare e via Cortili (a nord-ovest) con l’acquisizione di uno spazio di 5.200 mq, ora coperto da edifici fatiscenti. L’intervento, con una spesa di 5,8 milioni di euro (sarà di 3 milioni il contributo di Packard, il resto verrà finanziato dalla Ue), sarà finalizzato alla creazione di un parco verde. L’accordo è stato siglato da Mibact, Ministero per la Coesione territoriale, Comune di Ercolano e Fondazione Istituto Packard per i Beni culturali. «L’intesa raggiunta, ha osservato Trigilia, ministro per la Coesione territoriale, rappresenta un modello di riferimento, grazie alla collaborazione di un investitore come Packard, che in questo modo dimostra di avere fiducia e di sostenere l’azione pubblica su quel territorio».
L’iniziativa del magnate americano è importante anche perché proprio in quella zona, a un metro e mezzo dal calpestio attuale, sono conservati i resti della Basilica Noniana che in futuro potranno essere scavati, una volta che saranno resi disponibili i fondi. Le prospezioni con georadar e tomografo, condotte dagli esperti dell’Università inglese di Southampton, hanno già consentito di mappare  l’area,  rivelando, a 7-8 metri, di profondità, anche la presenza di reperti di marmo e oggetti lignei. Attraverso l’Hcp (Herculaneum Conservation Project), costola del «progetto Packard» di cui è direttore l’archeologo Andrew Wallace-Hadrill) David Packard ha investito, dal 2000 a oggi, circa 20 milioni di euro. Su Ercolano e con la supervisione della Soprintendenza archeologica (il funzionario archeologo responsabile del sito è Maria Paola Guidobaldi) lavora un team multidisciplinare coordinato da Jane Thompson e Domenico Camardo, di cui fanno parte restauratori, archeologi e architetti esperti nel restauro a cui si affiancano ingegneri idraulici, geologi e chimici esperti del restauro. In particolare, si è lavorato sulla messa in sicurezza di quasi tutte le domus cittadine. Tra questi ultimi, sono interessanti per gli interventi, quelli che riguardano la Casa sannitica, la Casa di Nettuno e Anfitrite, il primo lotto di lavori sulla Casa del Bicentenario. Inoltre, sono state restaurate tutte le facciate, consentendo così di riaprire l’intero corpus stradale. Contemporaneamente è stato ripristinato tutto il sistema di fognature pubblico, consentendo di smaltire le acque pluviali e contrastando  la formazione di dannose pozzanghere alla base delle murature. Quindi, è stato sistemato l’80% delle coperture compresa la maggioranza delle creste murarie. Attualmente è in progetto l’intervento di riqualificazione dell’Antica spiaggia con l’imbrigliamento delle acque sorgive e il recupero del livello antico per aprire alle visite i fornici e le arcate che custodiscono i calchi degli scheletri rinvenuti agli inizi degli anni Ottanta.

Carlo Avvisati, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014



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