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Libri

Quattrocento

La vera statura di Della Gatta

«Ingegno atto a tutte le cose», superiore a Signorelli, ma meno valorizzato

Bartolomeo della Gatta, "Madonna in trono tra i santi Martino, Benedetto e committente", Coro del Monastero delle Cappuccine di Santa Veronica Giuliani a CIttà di Castello

Una monografia su Bartolomeo della Gatta non può che coinvolgere anche Luca Signorelli in una riflessione che tiene legati i due artisti in serrato confronto. È infatti cruciale, sin da Vasari, il ruolo che il cortonese gioca, nel bene e nel male, nel fare luce da vivo e poi ombra da morto, nella vicenda del meno noto Pietro di Antonio Dei (1448-1502) fiorentino e dal 1481 priore del monastero camaldolese di San Clemente ad Arezzo. Preceduta da una densa introduzione di Andrea De Marchi, significativamente intitolata L’ora di Bartolomeo, la trattazione ha perciò il suo snodo principale nel capitolo dedicato alla Cappella Sistina dove Cecilia Martelli letteralmente capovolge il rapporto fino a oggi fissato tra i due pittori (e il sovvertimento prosegue nelle pagine su Luca a Loreto) a partire dall’evocazione di un pensiero di Luciano Bellosi secondo il quale Bartolomeo aveva, come ricorda De Marchi, «una statura superiore a quella di Luca Signorelli, suo compagno di lavoro negli anni giovanili, ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Patrizia Zambrano, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014


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