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I falsi cinesi: una affare secolare

Solo oggi l'Occidente inizia a scoprire una vera e propria industria della frode attiva da secoli. Il via da V&A e British Museum

Secondo i curatori del Victoria and Albert Museum (V&A) la maggior parte dei quadri cinesi del museo sono falsi. L’inquietante scoperta è divenuta di dominio pubblico al termine della mostra appena conclusasi «Capolavori della pittura cinese 700-1900», nella quale, non a caso, non era presente alcun dipinto del V&A e solo tre del British Museum. Craig Clunas, ex curatore al museo londinese e ora docente a Oxford, rivela che «il catalogo del V&A assegna diversi dipinti ad alcuni fra i maggiori artisti dei periodi Ming e Qing, ma molti di questi non sono autentici». Nel dettaglio, come conferma una portavoce del museo, delle 70 opere relative alle due dinastie (1368-1911) 25 sono considerati falsi, 30 dubbi e solo 15 originali. Alla base della vicenda, secondo Clunas, risiede il fatto che molte di queste opere furono acquisite tra fine Ottocento e inizi Novecento, in un’epoca in cui «il livello generale di connoisseurship non era molto alto e le attribuzioni erano piuttosto facili».
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Martin Bailey, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014



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