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Mostre

Rotterdam

Obiettivo scultura

Il rapporto tra opera tridimensionale e fotografia in Rosso, Brancusi e Man Ray

Constantin Brancusi, "Veduta dell'atelier con la scultura Maiastra", 1917.

«Framing sculpture. Brancusi-Rosso-Man Ray» è la mostra che, al Museum Boijmans Van Beuningen, fino all’11 maggio scandaglia il rapporto tra scultura e fotografia attivato dai tre artisti. Oltre cento opere (una ventina di sculture e circa 15 fotografie per ciascun autore), realizzate tra il 1890 e il 1935 e provenienti da collezioni private e pubbliche europee e americane, sono state selezionate dai curatori Francesco Stocchi e Peter van der Coelen per far luce sugli albori di una problematica oggi al centro della produzione artistica: il rapporto tra l’opera e la sua veicolazione mediatica. Ne parliamo con Stocchi, trentottenne critico d’arte italiano, da due anni senior curator per l’arte moderna e contemporanea presso il museo di Rotterdam.
Com’è nata l’idea della mostra?
Dalla considerazione che nella civiltà delle immagini l’opera d’arte è sempre più mediata dalla sua rappresentazione. Soprattutto nelle giovani generazioni, il problema della fruizione di un lavoro è già affrontato nel momento della sua progettazione.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Guglielmo Gigliotti, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014


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