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Firenze

Cosa ha fatto il sindaco mediceo

Spirito interventista, in cinque anni Matteo Renzi ha agito molto, guardando soprattutto alla comunicazione

Nel momento in cui Renzi si avvia a governare il Paese, e dopo la nomina di Dario Franceschini alla guida dei Beni culturali, ripercorriamo a grandi linee le sue iniziative nei quasi cinque anni di primo cittadino di Firenze. Fin dalla sua elezione nel giugno 2009, Renzi ha scommesso sulla cultura per il futuro della città, insistendo sul legame secolare esistente a Firenze tra cultura ed economia. Già nel marzo del 2010 era attiva la «Firenze card», che per la prima volta introduce il biglietto unico per i principali musei statali e civici: partiti con 50 musei, sono ora 72, dagli Uffizi a Palazzo Vecchio all’Accademia, con mezzi pubblici compresi nel prezzo. Ha il merito di incrementare non solo gli ingressi ai musei comunali (con un aumento del 140% grazie a una notevole politica di valorizzazione), ma anche quelli di musei statali meno noti. Negli stessi mesi, tra la primavera e l’estate 2010, prende il via la polemica sulla proprietà del David di Michelangelo, la scultura che il Buonarroti creò nel 1504 per la Repubblica fiorentina e che era fino all’Ottocento posta di fronte a Palazzo Vecchio, ma dal 1872 fu trasferita alla Galleria dell’Accademia, del Polo museale fiorentino. Per i legali del Ministero, il «Comune di Firenze», nato in epoca granducale tra il 1771 e il 1783, «non può essere considerato l’erede diretto della Repubblica fiorentina». In quel caso Renzi, pur adducendo prove del contrario, evita sterili polemiche, annunciando un incontro col ministro Bondi «per fare il punto su tutte le questioni ancora aperte nei rapporti tra Firenze e il Governo centrale: dal David ai Grandi Uffizi, dal Maggio alla Pergola». Nel gennaio del 2011 si giunge infatti alla firma del protocollo che sigla per tre anni l’accordo tra Firenze e lo Stato, nel quale si stabilisce che il 15-20% del ricavato dei biglietti del Polo museale fiorentino sia devoluto alla valorizzazione della città e del decoro urbano. Nel febbraio 2012 segue una lettera applicativa nella quale si precisa che il 20% di quegli introiti sia destinato al cantiere dei Nuovi Uffizi (cioè 11.747.267 euro nei tre anni ora trascorsi); ora è stata rinnovata la richiesta per il prossimo triennio, con la proposta di devolvere il solito 20% parte al cantiere dei Nuovi Uffizi e parte ad altri progetti cittadini.
Per quanto riguarda i Musei civici, la valorizzazione ha portato a introiti del 140%: un vero boom specie nel 2013 con oltre 1,2 milioni di visitatori, soprattutto a Santa Maria Novella (qui 440mila contro 65mila, grazie all’accordo con il Fondo edifici di culto che ha unito il percorso museale con la Basilica) e a Palazzo Vecchio, sede anche del Comune. A breve sarà inaugurato il nuovo foyer del teatro romano. Questi e altri interventi si inseriscono in un piano unitario per Palazzo Vecchio, con investimenti che si aggirano sui 2 milioni di euro. Tra i Musei Comunali è stato riaperto nel giugno 2013 Forte Belvedere (dopo 5 anni di lavori e di messa in sicurezza, a seguito di due incidenti mortali) con la mostra di Zhang Huan; da luglio a ottobre ha attirato quasi 30mila persone e quest’anno per l’estate è attesa la mostra di Giuseppe Penone. Vengono inoltre aperte per la prima volta al pubblico la Torre di San Niccolò (giugno 2011) e la Torre di Arnolfo (giugno 2012).
Per quanto riguarda i teatri l’impegno di Renzi salva il Teatro della Pergola che rischiava di essere chiuso dopo lo scioglimento dell’Eti (Ente Teatrale italiano). Il nuovo Teatro dell’Opera sarà invece inaugurato definitivamente il 10 maggio, dopo esser stato aperto senza la cosiddetta «macchina scenica» (avanzatissima dal punto di vista tecnologico) nel 2011, per le celebrazioni dell’Unità d’Italia. Ad aprile si inaugurerà la mostra dedicata a «Michelangelo e Pollock» a Palazzo Vecchio a cura di Sergio Risaliti e Francesca Campana, e aprirà i battenti il tanto atteso Museo del Novecento nel Convento delle Leopoldine di Piazza Santa Maria Novella, che riunisce importanti collezioni di arte del Novecento donate alla città, come quella di Alberto della Ragione. Infine il progetto cui Renzi dedica attenzione fin dal 2009 del Convento delle Oblate: è stato infatti inaugurato il primo lotto del progetto «Grandi Oblate - The Florence public library» che trasformerà la biblioteca nell’ex convento di via dell’Oriuolo in una moderna «public library» a scaffale aperto. Nuove iniziative riguardano anche gli spazi del ex Monastero delle Murate per il quale sono previste residenze per giovani artisti anche stranieri. Accolto con grande entusiasmo dai fiorentini è stato il recentissimo sgombero delle bancarelle del mercato ambulante dalla piazza San Lorenzo, un progetto che andava tra intoppi e ricorsi da alcuni anni: adesso gli ambulanti sono stati spostati in piazza del Mercato centrale e la zona verrà riqualificata con nuova pavimentazione e arredo urbano. Si è invece per ora arenata la proposta del sindaco di indire un concorso (previa consultazione referendaria dei cittadini) per il completamento della facciata della basilica di San Lorenzo alla maniera michelangiolesca, ovvero col marmo, da realizzare 500 anni dopo, e in occasione del 150mo anniversario di Firenze Capitale.
Riguardo l’operato di Renzi, l’opinione pubblica ha apprezzato lo spirito interventista del giovane sindaco, che ha voluto fermamente la pedonalizzazione del centro storico, a partire da piazza Duomo (col coraggio di abolire il passaggio della tramvia, progetto che pur sembrava ormai irrimediabilmente avviato nonostante le battaglie di molti) fino all’Oltrarno (piazza Pitti), sfidando in questo caso le animate proteste di commercianti e di alcuni residenti. Le critiche a Renzi rivolte da molti intellettuali sono state invece quelle di guardare soprattutto all’aspetto della comunicazione, che lo ha indotto a tenere in minor considerazione rilevanti realtà cittadine: un esempio tra tutti, la proposta del suo assessore Giuliano da Empoli, cui è poi succeduto Sergio Givone, di spostare il Gabinetto Vieusseux da palazzo Strozzi alle Oblate. E, pur nell’interesse per il contemporaneo dichiarato dalla sua Amministrazione, resta il punto dolente di aver lasciato «naufragare», senza fornire sostegni necessari nel momento di crisi, Ex 3, il Centro d’arte Contemporanea la cui gestione era divisa tra un’associazione guidata da Sergio Tossi e il Comune. Significativo invece il contributo del Comune alla Fondazione Palazzo Strozzi (una realtà espositiva molto vitale con le mostre al piano nobile del palazzo e poi alla CCS, il centro per l’arte contemporanea della Strozzina), con 750mila euro annui, ovvero il 10% degli investimenti annui della Fondazione.

Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014



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